Morire per un trattamento al seno, eseguito da una sedicente estetista: è successo a Maranello, in provincia di Modena, giovedì 21 marzo. La vittima è Samantha Migliore, 35 anni, sposata da appena un mese e madre di cinque ragazzi: si sarebbe sottoposta a un’iniezione di una sostanza ancora non identificata, che le avrebbe provocato un malore. A quanto pare la persona che stava eseguendo l’intervento si è data alla fuga ai primi sintomi di malessere della paziente, che è stata ricoverata presso l’ospedale di Baggiovara, dove però è deceduta, nonostante tutti gli sforzi del personale sanitario.

Nelle ultime ore la presunta responsabile, una transessuale sudamericana, si è costituita in caserma. Sulla vicenda, ancora dai contorni poco chiari, indagano i carabinieri, chiamati dai familiari della 35enne, che già in passato era sfuggita al tentativo di omicidio da parte di un ex fidanzato.

La persona che ha praticato la puntura al seno alla vittima si è costituita dai carabinieri

Secondo le prime ricostruzioni, la vittima si sarebbe sottoposta in casa a un’infiltrazione al seno, per migliorarne l’aspetto, effettuata da una presunta estetista, a quanto pare una trans di origini sudamericane. Nell’abitazione erano presenti il marito e altri familiari, che hanno immediatamente allertato i soccorsi, quando la 35enne si è sentita male.

In quei momenti concitati, la persona che avrebbe provocato il malore con l’iniezione avrebbe approfittato della confusione per fuggire. I carabinieri, coordinati dai pm della procura di Modena, hanno avvato le ricerche della transessuale, che si è costituita in caserma solamente alcune ore fa a Cento, nel Ferrarese.

Si attendono i risultati dell’autopsia, che sarà disposta nelle prossime ore, per avere maggiori chiarimenti sull’accaduto: è probabile che la 35enne sia deceduta in seguito a uno shock anafilattico, oppure potrebbe essere stata stroncata da un arresto cardiocircolatorio.

Sarà fondamentale, a tale riguardo, capire anche quale sostanza è stata iniettata alla donna: l’unico elemento certo è che tutti i tentativi di rianimarla, durati circa un’ora, sono stati inutili.

La vittima del trattamento al seno era sopravvissuta a un tentato omicidio nel 2020

La vittima di questa assurda tragedia era già stata protagonista in passato di un grave episodio di cronaca: nel novembre 2020 era sfuggita all’aggressione a colpi di pistola dell’ex fidanzato, che le aveva sparato alla testa.

In quel periodo viveva da separata in casa con l’ex compagno, perché quest’ultimo, che non aveva un lavoro, non sapeva dove trasferirsi. Dopo l’ennesima discussione, l’uomo aveva preso una pistola e aveva premuto il grilletto puntando contro di lei, per fortuna prendendola di striscio. Convinto di averla uccisa, si era poi presentato dai carabinieri per costituirsi ed era stato arrestato: solamente pochi giorni fa la corte d’Appello aveva confermato la condanna a sette anni e quattro mesi nei suoi confronti, per il reato di tentato omicidio.

La presunta estetista non era autorizzata a effettuare il trattamento al seno

La 35enne era riuscita a superare anche questa vicenda e si era rifatta una vita con un altro uomo, con cui si è spostata un mese fa.

Insieme vivevano nella stessa casa con le tre figlie avute dall’ex compagno. Inoltre si è saputo che aveva anche altri due figli, un maschio e una femmina, nati da una precedente relazione. La vittima era originaria della Campania e residente a Maranello da 12 anni, dove aveva ottenuto un impiego come addetta alle pulizie in una cooperativa. La donna, quindi, stava vivendo un momento felice della propria vita, quando ha deciso di sottoporsi al ritocco.

A tale riguardo Roberto Papa, segretario nazionale di Confestetica, ha precisato che la puntura per sollevare il seno non è un trattamento estetico, ma medico, che non ha nulla a che fare con il lavoro delle estetiste e che dovrebbe essere svolto esclusivamente da chi esercita la professione sanitaria.