Ergastolo per Alessandro Leon: lo ha chiesto il 16 maggio, davanti alla Corte d'Assise di Bologna, la pm Rossella Poggioli. Per l'accusa, il 20enne uccise per motivi abietti e con premeditazione. La sera del 15 aprile 2021, volle preparare la cena: pennette al salmone avvelenate che stroncarono il patrigno 57enne Loreno Grimandi e quasi uccisero la mamma 56enne Monica Marchioni. Il ragazzo non ha mai confessato il delitto. La difesa domani presenterà un ricorso.

Bologna, emerge il movente economico

Rischia l'ergastolo Alessandro Leon. Nel corso di una dura requisitoria in aula, ieri la pm ha chiesto per il 20enne una pena esemplare che comprenda anche otto mesi di isolamento diurno in carcere.

L'accusa ha ricostruito cosa avvenne la sera del 15 aprile 2021 a Ceretolo, quartiere residenziale di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, nella casa di Monica Marchioni.

Perché suo figlio Leon avrebbe preparato pasta al veleno? Per la pm è chiarissimo il movente economico. Il 20enne avrebbe pianificato nel dettaglio il duplice delitto, riuscito solo in parte, mosso da un unico obiettivo finora mai emerso: Leon avrebbe voluto impadronirsi sia dell'eredità di sua madre che di quella del patrigno, pensando che gli sarebbe spettata anche la seconda per il solo fatto che l'uomo fosse sposato con sua madre e si fosse preso cura di lui. Ma, ha detto Poggioli, "non è un fine giurista, solo un ragazzo".

Il 20enne preoccupava molto sua madre perché non voleva studiare, impegnarsi in un progetto di vita né fare nulla. Avrebbe scelto di uccidere per liberarsi di figure genitoriali scomode, nella certezza che si sarebbe impossessato anche dell'appartamento di Casalecchio in cui viveva con la mamma e il patrigno, e di un altro immobile a Granarolo dell'Emilia che sua mamma stava per acquistare.

Unico intento, fare la bella vita senza mai lavorare. L’ossessione per i soldi sarebbe emersa da alcune chat con amici analizzate in aula, e da ricostruzioni di alcuni testi.

Oltre alla condanna all'ergastolo per l'omicidio pluriaggravato del patrigno, la pm ha chiesto 18 anni per il tentato omicidio della mamma. Quella sera, Leon preparò con cura la pasta aggiungendo nitrito di sodio comprato su Internet.

La pietanza risultò salata e amara, come ha ricordato in seguito la mamma. Il patrigno, per non mortificare il ragazzo mangiò tutto, morendo dopo poco tra atroci sofferenze. Monica Marchioni si salvò per aver appena assaggiato le pennette. Dopo aver sentito urla e trambusto, i vicini di casa chiamarono i soccorsi. La donna, infatti, era stata trattenuta dal figlio mentre cercava di soccorrere il marito agonizzante. In Tribunale ha raccontato che Leon l'avrebbe aggredita e, cercando di soffocarla, le avrebbe urlato: "Perché non muori"? La 56enne ha trascorso un mese in ospedale prima di essere fuori pericolo.

Bologna, nessun vizio di mente

Dall'aprile 2021, per un anno madre e figlio non si sono più visti.

Monica Marchioni, a seguito dell'evento che le ha distrutto la vita, non lo chiama più figlio ma 'ragazzo', e non è mai andata a trovarlo in carcere. Lo ha rivisto in un'aula del Tribunale di Bologna a inizio processo. La versione di Alessandro non è mai cambiata: ha ammesso solo di aver aggredito sua madre, ma non di essere responsabile della morte di Grimaldi. Il 20enne l'avrebbe aggredita per difendere il patrigno: sua madre avrebbe tentato di fargli del male.

Nelle perquisizioni in casa, i carabinieri hanno trovato il nitrito: il 20enne ha sostenuto che l'avrebbe voluto usare per uccidersi, oltre a una pianta velenosa, ordinata su Internet e pagata con la carta di credito della madre. L'unico a credergli, Davide Asoli, il padre biologico sempre presente a tutte le udienze.

Dopo la richiesta dell'ergastolo, è uscito dall'aula. Per il pm, in merito alla condizione di salute mentale dell'imputato, non ci sarebbe alcun vizio di mente: "Nessuno dei medici che lo seguivano ha avuto il sospetto che Leon soffrisse di patologie gravi o comunque in grado di inficiare la capacità di intendere e volere al momento del delitto". Sarebbe emersa una natura bugiarda, capace di nascondere dietro una maschera una personalità aggressiva.

La nonna: 'Aspettavo un pentimento, non c'è stato'

Il programma La vita in diretta di ieri 17 maggio ha mandato in onda l'intervista a Marisa, nonna materna del 20enne. Scappò da lei, ignara dell'accaduto, il 15 aprile 2021 e poi fu preso dai carabinieri "Quella sera mi è crollato il mondo addosso.

Mi aspettavo almeno un pentimento dal ragazzo, ma non è avvenuto. Lo adoravo ma non c'è stato niente da fare. Mia figlia, comunque vada il processo, ha perso tutto: ha perso un marito, si amavano tanto, ha perso un figlio, ha perso la vita". E sul movente economico del nipote: "Non gli mancava nulla. Si è rovinato la vita facendo del male alle persone che gli volevano tanto bene".