Un fratello che odia la sorella la raggiunge sotto casa con un coltello in tasca. Incassato l'ennesimo rifiuto da parte di lei di dargli soldi, la uccide. È quanto accaduto ieri sera, 1° maggio, in una strada di Genova, a Quinto, tranquillo quartiere residenziale sul mare. La vittima, Alice Scagni, 34 anni, sposata e mamma di una bambina di un anno e quattro mesi, è stata accoltellata a morte dal fratello, Alberto, di 42 anni. Fino a ieri incensurato, disoccupato e con problemi psichici, è stato arrestato in flagranza di reato. La Procura di Genova valuta la premeditazione.

Genova, colpita a morte in strada

Forse, alle 21:30 di ieri, Alberto Scagni è in via Nicola Fabrizi a Quinto già da un po': aspetta la sorella. Sa bene che a quell'ora Alice porta il cane, un bracco di Weimar, a passeggio. La coglie di sorpresa e quasi subito inizia una lite, evento ricorrente tra i due, specie negli ultimi tempi. Alcuni vicini, proprio come Gianluca, il marito di Alice, sentono urla in strada. Qualcuno chiama il 112. Ma tutto accade prima dell'arrivo delle volanti dalla Questura.

La situazione degenera in fretta di fronte al rifiuto di Alice di dargli soldi: Alberto tira fuori un coltello dalla tasca dei pantaloni e la colpisce con una furia estrema. L'anatomopatologa Sara Lo Pinto, che nei prossimi giorni effettuerà l'autopsia, conta 17 fendenti alla schiena, tre all’addome.

L'omicida fugge. Il marito accorre in strada, ma Alice è già agonizzante e muore tra le sue braccia. All'arrivo, il personale sanitario non può che constatarne il decesso. Viene recuperata l'arma del delitto. In pochi minuti, agenti delle volanti e della Squadra Mobile rintracciano Alberto. A piedi, ha cercato rifugio in un'osteria poco distante ma è chiusa.

Allora vaga nel quartiere con vestiti sporchi di sangue. Non oppone resistenza e si lascia ammanettare. Viene portato in Questura. Il pm di turno lo interroga e lo mette in stato di fermo con l'accusa di omicidio aggravato. Quindi è trasferito nel carcere di Marassi. Nomina un avvocato di fiducia che rifiuta il mandato. Da ieri non parla né rilascia dichiarazioni.

Genova, segnali sottovalutati e denunce dei vicini

Si scopre ora una personalità non semplicemente problematica. Disoccupato da almeno due anni, Scagni vive una situazione psichica complessa, aggravata dalla pandemia: non sembra sia stato mai seguito dai servizi di igiene mentale. Ultimi incarichi avuti, impiegato, addetto alla segreteria per uno studio legale cittadino, poi più niente.

Fino a ieri, nessuno dei vicini di casa di Alice lo conosce. Quelli del condominio dove l'omicida abita nel quartiere Sampierdarena invece sì: lo temono considerandolo pericoloso. "Questa è l'ennesima storia che non doveva finire così. Sono state fatte tante denunce, sono venuti i poliziotti più volte, abbiamo rilasciato dichiarazioni, abbiamo detto più volte che avevamo paura di questo personaggio per quello che poteva fare non solo a noi del palazzo ma a chiunque.

È sconcertante che finisca così. Una donna ci rimette e una bambina rimane senza madre", dice una vicina precisando che la vicenda va avanti da dieci anni. Scagni disturba i condomini anche incastrando mollette per far suonare il citofono della nonna che abita nello stesso stabile. Lo scorso venerdì sera, la polizia interviene nell'appartamento dell'anziana dopo che le ha bruciato la porta di casa perché le reiterate richieste di danaro fatte anche a lei restano senza riscontro. Campanelli d'allarme sottovalutati. A conoscenti, l'uomo racconta di aver fatto bonificare il suo appartamento temendo la presenza di microspie. In passato avrebbe avuto anche problemi con l’alcol. "Abbiamo fatto denunce in cui evidentemente non emergeva abbastanza pericolo”, lamenta la vicina.

Inquietanti messaggi sui social

Alcune ore prima dell'omicidio, Scagni pubblica messaggi social inquietanti. In realtà, da settimane manifesta rancore verso la sorella, associato a manie persecutorie. Su Facebook pubblica una foto in cui è ritratto con una mazza da baseball e un coltello. Lo scorso fine marzo, ripubblica la foto del matrimonio di Alice in cui le è accanto per scagliarsi contro di lei. "Invidia, rabbia, l'essere messo fuori dalla vita della sorella, il voler stare sempre al centro dell'attenzione in maniera malevola", sarebbero secondo la criminologa Roberta Bruzzone i tratti costitutiva della "personalità borderline di Scagni". Il rifiuto a dargli dei soldi avrebbe scatenato una rabbia distruttiva e la reazione esplosiva dell'arrestato, "personalità malevola, disturbata, pericolosa, non letta in un quadro univoco e coerente, purtroppo sottovalutata", la lettura dell'esperta.