Elena Del Pozzo, 5 anni ancora da compiere, potrebbe essere stata sepolta da mamma Martina Patti, 23 anni, ancora viva. Il medico legale che, nelle scorse ore, ha eseguito l'autopsia presso l'ospedale di Catania, non l'ha affermato esplicitamente, ma a questa conclusione sarebbero giunti gli inquirenti, sulla base delle prime risultanze autoptiche. La madre di Mascalucia (Catania) - accusata di omicidio premeditato e pluriaggravato, e occultamento di cadavere - avrebbe convinto la figlia a seguirla nei campi: "Andiamo a giocare" le avrebbe detto.

Il Gip etneo, commentando il caso di Cronaca Nera, ha confermato: "Ha agito con crudeltà".

Elena non sarebbe morta subita

Su richiesta della Procura di Catania, il medico legale Giuseppe Ragazzi ha effettuato, presso l'ospedale Cannizzaro, l'autopsia sul corpo di Elena Del Pozzo. Stando a quanto è emerso dall'esame Martina, nel pomeriggio di lunedì 13 giugno, avrebbe colpito la figlia con almeno 11 coltellate. Letale sarebbe stato il fendente che ha reciso i vasi arteriosi dell'arteria succlavia. L'arma del delitto, non ancora ritrovata, sarebbe con ogni probabilità un coltello da cucina.

Secondo il dottor Ragazzi, il decesso sarebbe intervenuto all'incirca un'ora dopo l'ultimo pasto, avvenuto all'asilo intorno alle ore 13:00.

La morte di Elena non sarebbe stata immediata. Queste considerazioni hanno portato gli inquirenti a formulare un'ulteriore ipotesi: la bimba sarebbe stata sepolta nei campi ancora viva. Il suo corpo, da quanto si è appreso, sarebbe stato riposto senza vestiti in cinque sacchi e poi nascosto in una buca ricavata nel terreno.

Non si esclude che Martina possa aver sedato la bimba prima di aggredirla. La conferma, però, arriverà solo nelle prossime settimane con i risultati degli esami tossicologici.

La mamma di Elena avrebbe agito con 'lucida freddezza'

Venerdì 17 giugno Martina Patti, detenuta presso la sezione femminile della casa circondariale di Catania, è stata ascoltata dal gip Daniela Monaco Crea.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, la 23enne ha confessato il delitto, precisando di aver fatto tutta da sola. Tuttavia, non è stata in grado di fornire particolari e il suo racconto avrebbe presentato diverse lacune. Il gip, nelle scorse ore, ha quindi confermato il provvedimento di fermo e la relativa misura di un custodia cautelare in carcere.

Nell'ordinanza, il giudice per le indagini preliminari ha spiegato che la madre avrebbe pianificato nei dettagli l'omicidio della bimba. Lunedì, infatti, con largo anticipo rispetto alla normale ora di uscita, è andata a prenderla all'asilo. Poi, l'ha portata nella loro villetta di via Euclide, a Mascalucia. Qui, le avrebbe proposto: "Andiamo a giocare nei campi".

Elena, ignara di tutto, l'avrebbe seguita nelle campagne dietro casa. Martina, stando alla ricostruzione degli investigatori, aveva invece già caricato in auto una zappa, una pala, un coltello da cucina e dei sacchi dell'immondizia. Dopo aver infilato la piccola in una busta di plastica nera, l'avrebbe colpita con crudeltà. "Quella donna - ha commentato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro - ha agito con lucida freddezza". I funerali della piccola Elena saranno celebrati dall'arcivescovo metropolita Luigi Renna, nella Cattedrale di Catania, alle ore 17:00 di mercoledì 22 giugno.