"Nel ristorante sulla spiaggia uccelli che zampettavano tra il cibo e alimenti lasciati fuori dal frigo". Nelle scorse ore l'influencer veronese Elisa Gilieri ha raccontato un suo recente soggiorno al Sultan Gardens Resort di Sharm el-Skeikh dove, nei giorni scorsi, ha perso la vita per una presunta intossicazione alimentare Andrea M., un bimbo palermitano di sei anni.

La giovane, commentando il fatto, ha rivelato di aver riscontrato, durante la sua vacanza (avvenuta circa 20 giorni prima il caso di cronaca), il mancato rispetto delle più basilari norme igienico sanitarie.

L'influencer nel resort dove è morto Andrea

L'influencer veronese Elisa Gilieri ha intanto raccontato di aver soggiornato, in compagnia del fidanzato, al Sultan Gardens, uno dei resort più esclusivi di Sharm El Sheikh, tra il 5 e il 12 giugno scorso, ossia una ventina di giorni prima della tragedia che ha colpito la famiglia Mirabile.

La ragazza, assidua frequentatrice dell'Egitto, ha spiegato che, in quei giorni, la struttura era praticamente un cantiere a cielo aperto. "C’erano lavori ovunque", ha infatti precisato. Ma non solo, Elisa, ha anche rilevato alcune criticità a livello igienico-sanitario nel ristorante esterno, che dà proprio sulla spiaggia. "Abbiamo notato - ha affermato - alimenti conservati fuori dal frigorifero e anche uccelli che zampettavano tra il cibo".

Poi, ha ricordato: "Il primo giorno ci hanno anche dato dei bicchieri di carta e, in un secondo momento, abbiamo visto che venivano semplicemente sciacquati sotto l'acqua corrente dopo l'uso. Quindi, a quel punto, abbiamo preteso di avere dei contenitori di plastica usa e getta."

La donna ha anche riferito che, in più di un'occasione, attraverso la porte delle toilette vicine alla receptionist, avrebbe sentito delle persone che vomitavano.

Anche lei e il compagno hanno lamentato dei disturbi, crampi e mal di pancia, ma li hanno attribuiti all'aria condizionata. "A questo punto - ha concluso - e alla luce di quanto è accaduto è normale anche chiedersi se non sia invece dipeso dal cibo".

I genitori di Andrea avrebbero dei dubbi su una cena

La famiglia Mirabile è arrivata in Egitto il 27 giugno scorso per trascorrere due settimane di vacanza.

Andrea e papà Antonio, però, nella giornata di venerdì 1° luglio, hanno iniziato a stare male accusando vomito e capogiri. Anche mamma Rosalia, incinta al quarto mese, ha poi iniziato a star male. Nel giro di 36 ore, nonostante le cure prestate dalla guardia medica, le loro condizioni di salute sono precipitate. Il piccolo è morto poco dopo il suo arrivo nel vicino ospedale, mentre il padre è stato ricoverato in terapia intensiva.

I coniugi Mirabile, anche grazie all'intervento della Farnesina, sono rientrati, nella giornata di venerdì 8 luglio, a Palermo. La salma del piccolo, invece, è rientrata 24 ore più tardi e, a metà della settimana prossima, verrà sottoposta all'esame autoptico. Per avere delle risposte certe sulla causa del decesso, però, sarà necessario attendere altri due mesi.

La procura di Sharm, stando a quanto confermato da fonti egiziane, per condurre adeguate indagini su quanto accaduto nel resort ha provveduto a istituire una commissione. I genitori di Andrea, invece, avrebbero avanzato dei dubbi su una cena, consumata mercoledì 29 giugno in uno dei ristoranti della struttura. Come ha spiegato il legale della famiglia Mirabile, l'avvocato Gabriele Giambrone, i suoi assistiti quella sera avrebbero mangiato alla carta e non al buffet. "Questo - ha aggiunto - spiegherebbe perché solamente loro nel resort sono stati male". Lo studio legale, per ricostruire le ore immediatamente precedenti la tragedia, chiederà al resort di non cancellare le immagini registrate dalle videocamere delle aree ristoro.