Potremmo essere di fronte a un epilogo nel caso di Marzia Capezzuti, la giovane di 29 anni originaria di Milano di cui non si hanno più notizie dallo scorso 7 marzo. Infatti, nel tardo pomeriggio di martedì 25 ottobre sono stati ritrovati dei resti del corpo di una donna in un casolare nelle campagne tra Pontecagnano e Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno. Al momento non c’è alcuna certezza che le spoglie rinvenute siano quelle di Capezzuti: bisognerà attendere l’esito di una serie di esami autoptici e del test del Dna per avere la conferma dell’identità della donna.

La Procura di Salerno ha già iscritto da tempo nel registro degli indagati cinque persone, tra i quali alcuni parenti dell’ex convivente della giovane, defunto da mesi; sarebbero accusati di aver ucciso la 29enne, arrivando a occultarne il corpo. Le indagini su questa vicenda di Cronaca Nera proseguono nel massimo riserbo.

In un tweet la notizia della scoperta del corpo che potrebbe essere quello di Marzia Capezzuti

A dare per prima la notizia del ritrovamento del corpo in un casolare è stata la trasmissione Chi l’ha visto? di Rai Tre, che da mesi segue il caso della giovane scomparsa. Attraverso un tweet dell’account ufficiale del programma è stato reso noto il rinvenimento, sottolineando come non ci sia ancora nessuna sicurezza sull’identità della donna.

Tuttavia le spoglie sarebbero state scoperte proprio durante le perlustrazioni di carabinieri e vigili del fuoco alla ricerca della 29enne all’interno dei boschi di San Benedetto, situati in località Faiano nei dintorni di Pontecagnano, la cittadina dove la ragazza viveva insieme ai parenti del fidanzato, prima di svanire nel nulla.

Il caso della misteriosa scomparsa di Marzia Capezzuti

Da tempo il programma condotto da Federica Sciarelli si occupa del caso di Marzia Capezzuti. Più volte sono intervenuti a “Chi l’ha visto?” anche i genitori della giovane, che hanno saputo della scomparsa della figlia solamente al momento della notifica dell’apertura delle indagini da parte della Procura.

Nel corso del programma i familiari avevano definito la 29enne come “una fanciulla nel corpo di una donna”, sottolineandone le condizioni di estrema fragilità. Secondo gli inquirenti, anche dopo la morte del fidanzato Capezzuti sarebbe rimasta a vivere nell’abitazione di alcuni parenti dell’uomo, tra cui la sorella, che risultano indagati. Queste persone avrebbero trattenuto con la forza la giovane, finendo col ridurla in schiavitù. Inoltre secondo i genitori della ragazza, la figlia sarebbe anche rimasta incinta.

Marzia Capezzuti avrebbe subito dei gravi maltrattamenti durante gli anni passati a Pontecagnano

Capezzuti, che nel 2019 aveva denunciato il compagno per percosse, avrebbe subito nel corso del tempo una serie di abusi e soprusi da parte della famiglia dell’uomo.

Le indagini sui maltrattamenti sarebbero fondate su quanto dichiarato da testimoni anonimi. Anche davanti alle telecamere di Rai Tre un uomo ha parlato apertamente di percosse, privazioni e insulti, aggiungendo che la 29enne sarebbe stata perfino costretta a prostituirsi e a essere ripresa in alcuni video. A quanto pare i responsabili delle violenze non si sarebbero fatti scrupolo di picchiare la ragazza anche davanti ad altre persone. I racconti di chi ha testimoniato descrivono una situazione infernale per la giovane, che sarebbe stata trattata da schiava e segregata sottoterra, tanto da essere obbligata a dormire nella cantina dell’abitazione. Secondo questi resoconti, per punire la giovane i suoi aguzzini le mettevano la testa nel gabinetto e poi tiravano lo sciacquone, mentre una volta sarebbero arrivati a tirarle via dei denti con una tenaglia.