Il 19 aprile di 33 anni fa il giudice antimafia Paolo Borsellino veniva ucciso dalla mafia.
Erano le ore 16:58 del 19 luglio del 1992, quando in via d'Amelio a Palermo persero la vita anche cinque uomini della scorta. Una giornata che da allora è molto sentita e sempre celebrata, per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per la legalità.
Falcone e Borsellino, amici fino alla fine
Sono passati 33 anni, ma la gente comune non dimentica. Il 23 maggio 1992 la mafia poneva fine alla vita di Giovanni Falcone, mentre il 19 luglio veniva ucciso Paolo Borsellino.
Un destino comune che li ha portati via in 57 giorni. Giudici che hanno combattuto la mafia con coraggio, nonostante la solitudine e la consapevolezza che qualcuno all'interno della magistratura remasse contro.
Falcone e Borsellino, entrambi palermitani e amici d'infanzia. Un amicizia solida condivisa anche sul lavoro, valori di onestà e sacrificio che hanno sempre portato avanti. Capaci e via d'Amelio, due luoghi che hanno lasciato il segno e portato via due uomini dello Stato.
Il 19 luglio 1992 in via d'Amelio persero la vita anche Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Cinque agenti di scorta molto legati a Paolo Borsellino, il cui ricordo rimane sempre insieme a quello dei due magistrati.
Borsellino sapeva già del tritolo arrivato per porre fine alla sua vita, a tal punto da voler proteggere la sua scorta e non coinvolgerla in tutto questo. Paolo Borsellino diceva ai suoi uomini: 'Sono turbato. So che è arrivato il tritolo per me e non voglio coinvolgervi'.
Nonostante questo gli uomini della scorta non hanno arretrato di un centimetro, rimanendo fino alla fine vicini al loro uomo simbolo. Un'autobomba con 50 chili di tritolo viene azionata alle 16:55, nel momento in cui Paolo Borsellino citofona alla mamma. Un ondata di fiamme che pone fine a sei vite innocenti, che non hanno fatto altro che svolgere fino alla fine il proprio dovere fino alla fine.
Sergio Mattarella ricorda Falcone e Borsellino
Ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla giornata del ricordo in memoria di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta.
Il presidente era presente alla commemorazione a Palermo, ha definito Falcone e Borsellino simboli di dedizione, riconoscendo il loro sacrificio nella lotta alla libertà e alla legalità.
Sergio Mattarella ha voluto omaggiare Borsellino per il coraggio dimostrato nel proseguire la lotta alla mafia, nonostante la perdita del collega e amico Falcone. Uomini che non si sono piegati al malaffare e che hanno aperto la strada all'onestà e alla legalità.