Questa domenica 28 settembre, nel giro di pochissime ore, sono arrivate le notizie di due morti "eccellenti" nel giornalismo sportivo italiano: Carlo Sassi è deceduto a 95 anni, mentre Furio Focolari è morto all'età di 78 anni. Il primo è stato attivo per trent'anni alla Domenica Sportiva (contribuendo alla diffusione della "moviola") e poi a Quelli che il calcio; il secondo è stato invece per anni la "voce" dello sci alpino, raccontando in tv le vittorie di Alberto Tomba.
Carlo Sassi, dalla nascita della moviola a Quelli che il calcio
Nato a Milano nel 1929, Carlo Sassi lavorò per tre decenni alla Domenica Sportiva e proprio grazie a lui divenne popolare (a partire dal 1967) la "moviola", in cui le azioni principali delle partite di calcio vengono da allora analizzate e discusse.
Lavorò nella trasmissione sportiva Rai della domenica sera fino al 1991. Successivamente passò a Quelli che il calcio, curando la parte giornalistica assieme a Marino Bartoletti nel programma condotto sino al 2001 da Fabio Fazio. Proprio nell'ambito di quella trasmissione emerse il suo tifo calcistico per la Cremonese, con un aneddoto particolare: nel 1995 - a seguito di un'insperata salvezza dei grigiorossi in Serie A - per scommessa si ritrovò a percorrere in bicicletta il tragitto da Milano a Cremona; evento che fu documentato nella stessa trasmissione di Fazio.
Da giovane Sassi - oltre a giocare a calcio (arrivando fino alla Serie C) - studiò all'università Bocconi di Milano e lavorò anche per diversi anni in banca, prima di approdare definitivamente al giornalismo, con l'assunzione in Rai nel 1957.
Furio Focolari, la voce delle vittorie azzurre nello sci alpino
Nato a Roma nel 1947, Furio Focolari ha iniziato la sua lunga carriera giornalistica al Giornale d'Italia, approdando poi in Rai nel 1976. Prima al GR3, poi ci fu un fatto che avrebbe inciso per sempre nella sua attività professionale e anche a livello umano: nel maggio del 1978 fu il primo giornalista ad arrivare in via Caetani a Roma, quando ci fu il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse.
A seguire per lui avvenne il passaggio al TG2 Sport, con la partecipazione - sempre da inviato - alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. In seguito passò alla telecronaca dello sci alpino, raccontando per oltre un decennio - fino al 1996 - le imprese di vari campioni italiano, legando in particolare la sua voce alle vittorie internazionali di Alberto Tomba.
Negli ultimi anni aveva lavorato anche in radio, presso l'emittente romana Radio Radio. Da diversi mesi lottava contro una malattia degenerativa, la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Calcisticamente era molto tifoso della Lazio, club che in queste ore ha espresso le proprie condoglianze per l'addio al giornalista.