Quattro anni e mezzo nel limbo: il dramma del signor Carlo Alberto, in lista d'attesa dal 2021 per un intervento d'elezione presso l'Asl2 di Savona. Nonostante l'attesa, il paziente riceve dall'azienda sanitaria solo beffarde telefonate per "aggiornare la lista". La sua è una protesta di principio effettuata tramite una lettera al quotidiano Repubblica, in cui racconta: "Mi fido del pubblico, ma rifiuto il ricatto: non voglio pagare il privato né intasare il Pronto Soccorso".
La vicenda è intanto stata definita uno "scandalo inaccettabile" dal Consigliere regionale di AVS, Jan Casella, che chiede subito risposte.
La sanità al collasso: un'odissea lunga oltre 1600 giorni
L'odissea ha un inizio beffardo: 1° aprile 2021. Da quella data, Carlo Alberto, un paziente della ASL2 savonese in Liguria, è intrappolato in una lista d'attesa per un intervento chirurgico d'elezione. Quella che doveva essere un'attesa massima di 12 mesi per legge si è trasformata in oltre quattro anni e mezzo di attesa, con la patologia che è diventata giorno dopo giorno sempre più invalidante.
Oltre all'attesa, il signor Carlo Alberto, infatti, non riceve telefonate per la convocazione,bensì chiamata dall' ASL per sapere se sia "ancora interessato" all'operazione. Una prassi che suona come una presa in giro.
Il caso del savonese svela il drammatico dilemma a cui sono costretti milioni di italiani: accettare di pagare il privato o attendere all'infinito la pubblica sanita.
Al signor Alberto, infatti, è stato suggerito sottilmente di rivolgersi a professionisti privati o di recarsi al Pronto Soccorso in caso d'emergenza, forzando così un ricovero.
Il paziente ha risposta con una ferma convinzione etica: "Non voglio andare nel privato, perché mi fido degli ottimi specialisti della nostra sanità pubblica, che contribuisco a pagare".
La politica si muove, l' Asl promette un recupero
La denuncia del signor Carlo Alberto ha innescato una reazione politica: Jan Casella, Consigliere regionale di AVS, ha parlato di "scandalo inaccettabile", evidenziando come la situazione in Liguria per le categorie fragili sia ormai drammatica. Casella ha annunciato un'interrogazione urgente all’Assessore regionale alla Sanità.
Nel frattempo, l'Asl 2 savonese ha risposto alle critiche tramite una nota, assicurando un piano di "progressivo recupero" delle liste attraverso l'incremento delle sedute operatorie. L'azienda ha ribadito di monitorare costantemente i pazienti per rivalutare le priorità, sostenendo che i rinvii riguardano solo patologie "non urgenti e prive di rischio di aggravamento clinico".