Il 22 giugno 2022 un poliziotto alla guida di una volante investì e uccise a Torino Francesco Convertini, un designer di 33 anni. Quella sera, mentre Convertini arrivava dai Giardini Reali, la volante della polizia si stava dirigendo verso Porta Palazzo. Oltre ai due agenti, a bordo c’era un uomo appena fermato, da portare in Questura. L’auto di servizio viaggiava con i lampeggianti attivi ma senza sirena. Convertini stava attraversando corso Regina Margherita su un passaggio ciclopedonale, proprio di fronte al sottopassaggio di piazza della Repubblica, quando fu travolto dalla Seat Leon della polizia.

Per la difesa del poliziotto si è trattato di una tragica fatalità

Secondo il magistrato, l’agente si trovava in fase di accelerazione repentina, aveva appena inserito la seconda marcia, non ha concesso la precedenza al ciclista e non ha adeguato la velocità al traffico intenso dell’area. Il pm Marco Sanini aveva chiesto una condanna a un anno e mezzo sostenendo che il poliziotto alla guida non avesse “prestato la minima attenzione a cosa aveva davanti”.

La difesa ha parlato di una tragica fatalità e ha chiesto l’assoluzione. Alcuni passaggi della difesa, come il fatto che la vittima non indossasse il casco, hanno suscitato reazioni negative in aula, dove erano presenti amici e familiari di Francesco.

Il pm ha ribadito che l’uso del casco non è obbligatorio per legge e non vi sono prove che, se Convertini lo avesse indossato, l’esito sarebbe stato diverso.

La reazione della famiglia: 'Verdetto non giusto'

La reazione dei genitori di Convertini, particolarmente delusi: “La condanna poteva essere più alta, non ne capisco di giustizia – dice il padre Pasquale Convertini accanto alla moglie Caterina Curri – All’agente auguro una vita serena, però è giusto che paghi. Questo verdetto non è giusto”.

L’avvocata Natascia Taormina che tutela i genitori di Convertini dice: “Si tratta di una sentenza tanto attesa in cui è stato individuato un responsabile per la morte di Francesco”. E sul concorso di colpa riconosciuto dal giudice aggiunge: “Le sentenze si rispettano, io non condivido il concorso di colpa e il processo non è finito qua.

Attendiamo di leggere le motivazioni e poi ragioneremo sul da farsi”.

Il ricordo commosso della mamma: "Lui era il sole di tutti – racconta la mamma che abbraccia uno a uno gli amici e si commuove – Francesco teneva tutti uniti, teneva alla loro presenza in qualsiasi situazione".

Convertini era originario di Putignano, ma la sua famiglia si era trasferita a Locorotondo. Era un artista e designer con studi di ingegneria al Politecnico di Bari e a Torino, dove gestiva il laboratorio «Quattroccì». Le sue opere sono state esposte anche a Paratissima e nella mostra «ARTiglieria» nel cortile della Cavallerizza.