Durante la notte tra domenica 7 e lunedì 8 dicembre sei capanni da caccia sono stati pesantemente danneggiati in Bassa Valsugana, tra i territori di Grigno e Ospedaletto, lungo il confine tra Trentino e Veneto. L’azione è stata rivendicata con la sigla "Animal Liberation Front" (Alf), gruppo animalista internazionale già noto per blitz e sabotaggi contro il mondo venatorio.
I danni sono stati scoperti soltanto alle prime luci dell’alba: le strutture risultano in gran parte distrutte e sulle pareti sono comparse scritte offensive. Il presidente dell’Associazione cacciatori trentini, Matteo Rensi, ha espresso profonda indignazione parlando di un gesto che qualifica chi lo compie e che va condannato senza esitazioni.
Rensi ha inoltre ribadito che il mondo venatorio è sempre disponibile al confronto civile, mentre episodi come questo rappresentano soltanto un attacco violento a chi ha opinioni diverse. L’associazione, ha assicurato, si muoverà per sostenere i proprietari dei capanni anche sul piano legale.
Chi è l’Animal Liberation Front
L’ALF è un’organizzazione internazionale nata nel 1976, priva di una guida centrale e caratterizzata da azioni dirette che spaziano dal sabotaggio alla liberazione di animali. Nel suo manifesto rivendica apertamente l’obiettivo di colpire economicamente chi viene ritenuto responsabile di sfruttamento animale. Proprio per queste modalità operative, viene classificata da diverse istituzioni come una forma di terrorismo monotematico non convenzionale.
Anche in Italia non si tratta di un nome nuovo. Nel 2017, sempre in Valsugana, furono sottratti alcuni animali da allevamento, mentre in passato in Franciacorta dodici appostamenti vennero devastati con danni ingenti e la liberazione dei richiami vivi. Episodi che mostrano una linea d’azione ripetuta e mirata.
Dove sono avvenuti i danneggiamenti
Tre dei sei capanni colpiti si trovavano in prossimità delle aree boschive del comune di Grigno, mentre gli altri tre erano collocati su terreni appartenenti al Consorzio di Miglioramento Fondiario di Ospedaletto. In tutti i casi si tratta di strutture regolarmente autorizzate dalle amministrazioni locali.
Federico Mocellini, referente della sezione cacciatori di Grigno, ha spiegato che un episodio di questo tipo non si era mai verificato prima sul territorio.
Ha inoltre sottolineato come esistano molti modi per esprimere dissenso senza ricorrere alla violenza e ha annunciato la presentazione di una denuncia. Le due sezioni coinvolte contano complessivamente oltre ottanta iscritti: 54 a Grigno e circa 30 a Ospedaletto.
Le due sezioni coinvolte contano circa cinquantaquattro soci a Grigno e una trentina a Ospedaletto. Su ogni struttura è stata apposta la firma del gruppo, ben riconoscibile nel logo circolare con la “A” stilizzata.