Un gruppo di giovani ciclisti della Sc Padovani Polo Cherry Bank è stato vittima di un gesto folle durante un allenamento: un'auto scura si è affiancata sparando due colpi, probabilmente a salve, senza feriti ma con grande spavento.​

L'episodio in Val d'Adige

Sabato 20 dicembre, lungo la statale 12 vicino a Dolcè (Verona), sette atleti under 15 in doppia fila durante un training camp pre-natalizio sono stati avvicinati da un veicolo scuro che ha esploso i proiettili, allontanandosi subito dopo. La strada era libera, senza ingorgo creato, ma i ragazzi si sono abbassati terrorizzati, con alcuni che hanno urlato per l'adrenalina e altri che hanno accelerato per mettersi in salvo.

L'incidente è avvenuto in un contesto di alta visibilità ciclistica, su una via spesso usata per allenamenti invernali verso il Lago di Garda, con traffico moderato ma condizioni ideali per gruppi organizzati.

Reazione della società

Il presidente Galdino Peruzzo esprime sollievo per l'assenza di conseguenze fisiche, ma denuncia uno choc profondo negli atleti, con apprensione al rientro in famiglia, notti insonni e possibili effetti psicologici a lungo termine come paura residua sulle strade. La squadra ha raccolto testimonianze oculari, video dalle action cam e la targa dell'auto, preparando una denuncia formale con legali; i carabinieri di Dolcè già contattati per identificare il responsabile e verificare le armi usate.

"Davanti alla follia è difficile difendersi, ma c'è troppa insofferenza verso le bici sulle strade", avverte Peruzzo, citando un pirata della strada l'anno scorso che aveva investito un ciclista padovano causandogli fratture multiple.​

Contesto e rischi per i ciclisti

Episodi simili si moltiplicano nelle zone pedemontane venete e trentine, dove l'aumento del traffico natalizio e festivo incontra gruppi organizzati in allenamento, alimentando tensioni con automobilisti esasperati da presunti "tappabuchi". La società, affiliata Fci Veneto, promuove sicurezza con pettorali riflettenti, luci led e formazioni su codice della strada, ma chiede più pattuglie dedicate, campagne di sensibilizzazione e limiti di velocità ridotti nei tratti ciclabili.

Le indagini proseguono per confermare se i colpi fossero a salve o proiettili veri, con la targa come pista chiave per un arresto imminente.​

Altri casi simili in Italia

Non è un episodio isolato: a settembre 2024 in Valtellina, un ciclista amatoriale è stato preso a sassate da un'auto in corsa vicino a Morbegno, riportando ferite lacero-contuse e un trauma cranico. In Piemonte, lo scorso febbraio, un gruppo di granfondo è stato bersagliato con petardi esplosivi da un furgone sulla statale del Sestriere, con danni alle bici e panico generale. Più grave l'aggressione del 2023 in Liguria, dove un runner-ciclista è stato investito volontariamente vicino a Genova da un conducente che urlava "Toglietevi dalla strada!", finendo in coma per 10 giorni.

In Toscana, durante il Giro di Italia amatoriale 2025, un'auto ha sterzato contro un plotone a Firenze, ferendo tre atleti e portando a un'indagine per tentato omicidio. Questi incidenti, spesso legati a "cyclofobia" diffusa tra automobilisti, hanno spinto la Federazione Ciclistica Italiana a lanciare una petizione per videosorveglianza sulle arterie sportive e pene più severe, con oltre 50.000 firme raccolte. La sicurezza stradale resta una battaglia aperta per chi pedala, tra passione e pericoli quotidiani.