Le autorità italiane hanno richiamato l’ambasciatore in Svizzera dopo che il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione, su cauzione, di Jacques Moretti, uno dei titolari del bar Le Constellation a Crans-Montana (Svizzera), luogo di un incendio mortale durante i festeggiamenti di Capodanno. Moretti era stato arrestato nell’ambito delle indagini sull’incendio che ha causato almeno quaranta morti e più di cento feriti. La decisione di rimettere in libertà l’imprenditore ha provocato una protesta ufficiale italiana e la convocazione dell’ambasciatore da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del governo italiano.

Il caso ha sollevato reazioni politiche e diplomatiche, con richieste di chiarimenti sulle procedure giudiziarie adottate in Svizzera. Nel frattempo, Moretti resta sottoposto a misure cautelari e gli inquirenti continuano le indagini per determinare responsabilità penali connesse alla tragedia.

L'incendio di Capodanno a Crans-Montana

L’incendio si è verificato la notte del 1° gennaio 2026 all’interno del bar Le Constellation, situato nella località sciistica svizzera di Crans-Montana nel Canton Vallese, durante i festeggiamenti per il Capodanno. Secondo le autorità, un incendio si è innescato all’interno del locale affollato di clienti che festeggiavano l’arrivo del nuovo anno, causando un rogo in cui sono morte almeno quaranta persone e oltre cento sono rimaste ferite, molte in modo grave.

Le cause dell’incendio sono state oggetto di indagine: le autorità elvetiche indicano che scintille di materiale pirotecnico, come bengala o candele accese all’interno del locale, avrebbero innescato le fiamme a contatto con materiali infiammabili usati per il rivestimento interno del soffitto.

Tra le vittime si trovavano cittadini di varie nazionalità, tra cui italiani; questo elemento ha portato a un coinvolgimento diretto delle autorità italiane sia sul piano legale sia su quello diplomatico.

Le operazioni di soccorso e i ricoveri dei feriti hanno coinvolto diverse strutture sanitarie in Svizzera e all’estero, con alcune severe ustioni e traumi dovuti all’incendio.

Le indagini e il procedimento giudiziario in Svizzera

Dopo l’incendio, l’autorità giudiziaria svizzera ha avviato un’inchiesta penale contro i titolari del locale, Jacques e Jessica Moretti, per reati quali omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo, in relazione alla dinamica dell’incendio e alle condizioni di sicurezza del locale.

All’inizio di gennaio, le autorità svizzere avevano disposto l’arresto cautelare di Jacques Moretti, ritenuto un rischio di fuga e pericolo di inquinamento delle prove. Tuttavia, il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha successivamente deciso di revocare la detenzione in carcere, consentendo al proprietario di lasciare la custodia carceraria dietro il versamento di una cauzione di 200.000 franchi svizzeri e l’adozione di specifiche misure cautelari personali, come la consegna dei documenti di identità e l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia.

Le autorità svizzere hanno chiarito che la decisione giudiziaria di concedere la libertà su cauzione non elimina l’indagine in corso né l’accusa formale, ma modifica soltanto la misura restrittiva in attesa dell’evoluzione del procedimento. Queste misure sono state adottate conformemente alla legislazione svizzera vigente in materia di detenzione preventiva e cauzioni.

Il richiamo dell’ambasciatore e protesta formale

Il governo italiano ha reagito alla scarcerazione di Jacques Moretti convocando l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per consultazioni presso la Farnesina. La decisione è stata annunciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il richiamo dell’ambasciatore è stato comunicato come forma di protesta formale nei confronti delle autorità elvetiche, con l’intento di ottenere spiegazioni e chiarimenti sulla decisione giudiziaria che ha portato alla libertà su cauzione di Moretti.