Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non solo sono un evento sportivo di grande rilevanza, ma si stanno rivelando anche un banco di prova difficile per la Rai. Il caso che sta scuotendo l'azienda è quello che ha riguardato Auro Bulbarelli e Paolo Petrecca. Auro Bulbarelli, noto soprattutto come telecronista del ciclismo della tv di stato, era stato inizialmente incaricato del ruolo di prima voce della cerimonia d'apertura dei Giochi. Il giornalista mantovano è stato poi destituito dall'incarico a pochi giorni dall'evento, ufficialmente per una presunta gaffe durante la presentazione della copertura Rai dei Giochi, in cui ha anticipato una possibile sorpresa relativa alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Usigrai: 'Petrecca e i vertici Rai responsabili della figuraccia'

L’immediata sostituzione con Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, ha sollevato non poche polemiche. Petrecca, approfittando della sua posizione, si è autoassegnato il compito di commentatore della cerimonia, ma la sua telecronaca si è trasformata in un incubo. Durante quattro ore di diretta ha inanellato errori madornali, creando imbarazzo non solo per sé stesso, ma per l'intera rete. Petrecca ha dimostrato di non essere all'altezza del ruolo che si è auto attribuito e la reazione è stata immediata.

L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, ha espresso in una nota pubblica il proprio dissenso nei confronti della gestione di Petrecca e dei vertici aziendali.

"Petrecca e i vertici aziendali sono responsabili della figuraccia Rai alla cerimonia di apertura dei Giochi", si legge in un comunicato diffuso all'indomani della cerimonia. Questo attestato di disapprovazione mette in luce un malcontento generalizzato all'interno della redazione, segnalando gravi lacune nella scelta delle persone destinate a ricoprire ruoli chiave. Critiche dure sono emerse anche rispetto al principio secondo cui, in un contesto professionale, dovrebbe prevalere il merito sulla semplice appartenenza, un tema ricorrente nelle polemiche interne della Rai.

"Autoassegnarsi un incarico e poi risultare completamente inadatti a portarlo a termine è solo l'ultima fallimentare iniziativa di un direttore sfiduciato", ha continuato l’Usigrai.

La nomina di Petrecca a guida di Rai Sport, nonostante le precedenti critiche e i tentativi di mobilitazione delle redazioni, è vista come una prova tangibile di una politica aziendale poco lungimirante e orientata a favorire gli interessi di parte piuttosto che quelli dell’immagine del servizio pubblico.

Natale: 'Proteste non per motivi politici'

Roberto Natale, membro del Consiglio di Amministrazione della Rai, è intervenuto sottolineando che le proteste contro Petrecca non deriverrebbero da motivazioni politiche, ma dall’evidente incapacità professionale dimostrata nel corso della telecronaca. Natale ha citato alcuni degli errori più gravi, come il non aver riconosciuto i campioni della nazionale di pallavolo, tranne Paola Egonu.

Ha avvertito che la Rai dispone di competenze esperte che avrebbero potuto garantire un’ottima prestazione durante l’importante evento olimpico. "Questo è l'esito al quale conduce una politica aziendale che premia l'appartenenza prima della competenza" ha ammonito Natale.

La situazione si complica ulteriormente se consideriamo che Petrecca ha risposto ai dubbi espressi dal Cdr riguardo alla sua auto assegnazione dicendo: "Io ci metto sempre la faccia". Un’affermazione che, viste le conseguenze, suona quasi come una provocazione. È evidente, infatti, che c'è una crescente pressione affinché la dirigenza della Rai prenda provvedimenti seri, piuttosto che continuare a difendere figure professionali che hanno dimostrato di non essere all’altezza della responsabilità loro affidata.

Il malcontento cresce anche tra i telespettatori e gli appassionati di sport, che si aspettano un servizio di qualità dal servizio pubblico. L'immagine della Rai, già compromessa da altre vicende, ha subito un ulteriore colpo in un evento di tale importanza come le Olimpiadi invernali. Sui social media, gli utenti hanno espresso il loro sconcerto e la loro disapprovazione nei confronti di una telecronaca che non ha rispettato le aspettative di un pubblico affezionato.