La vicenda della famiglia del bosco continua a generare un clima di forte scontro che, dalle polemiche verbali, è sfociato in minacce concrete. Nelle ultime ore è emerso che la vigilanza attorno a Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, è stata ulteriormente rafforzata. Questa notizia arriva come diretta conseguenza dei numerosi insulti e delle intimidazioni ricevuti dalla magistrata sui social network nei mesi scorsi, a seguito delle sue decisioni giudiziarie.

La scintilla: l'ordinanza che ha diviso l'Italia

Tutto nasce dall'ordinanza con cui Angrisano ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della famiglia che viveva in modo alternativo nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti.

Il provvedimento ha portato in particolar modo all'allontanamento della madre dai suoi tre figli. Una decisione che ha scatenato un'ondata di indignazione sul web, sfociata ben presto in attacchi personali contro la giudice. La vicenda si è ulteriormente complicata quando il tribunale ha poi disposto anche l'allontanamento della madre dalla struttura protetta in cui si trovava con i bambini, alimentando nuove polemiche.

Minacce social e misure di sicurezza

Cecilia Angrisano disponeva già di una forma di protezione legata al suo ruolo istituzionale, ma il clima sempre più teso ha convinto le autorità ad alzare il livello di guardia. Secondo quanto riportato, la magistrata è stata bersaglio di messaggi aggressivi e minacce dirette, con toni che le stesse istituzioni hanno definito "aggressivi e non continenti".

Lunedì 9 marzo, la presidente insieme al procuratore David Mancini aveva risposto pubblicamente alle critiche con una nota ufficiale, ribadendo che ogni iniziativa giudiziaria è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età.

La politica entra a gamba tesa

l caso non ha lasciato indifferente nemmeno la politica, entrando prepotentemente nel dibattito istituzionale. La premier Giorgia Meloni aveva commentato duramente sui social la decisione di allontanare Catherine dalla casa famiglia, dicendosi "senza parole" e parlando di un'assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico. Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è intervenuto sulla questione, affermando che qualcosa è andato storto e sottolineando come i bambini, descritti come sereni nonostante le condizioni di vita nel bosco, mostrino oggi segnali di disagio psicologico.

In mezzo a tutto questo clamore, il padre Nathan Trevallion ha lasciato la casa famiglia con parole cariche di dolore ma anche di senso di responsabilità. L'uomo ha dichiarato di volere che i bambini tornino a casa, ma ha aggiunto che, finché questo non succede, preferisce che restino nella struttura. Ha inoltre chiesto esplicitamente di non organizzare presidi o proteste davanti alla struttura protetta o alle abitazioni private dei magistrati.