Rossana Gabrieli, una delle due persone rimaste ferite lo scorso 25 aprile durante la manifestazione dell’Anpi a Roma, ha espresso un duplice sentimento: da un lato, una profonda gratitudine verso gli inquirenti per aver identificato il responsabile dell’agguato; dall'altro, una sincera tristezza per la giovane età del fermato, descritto come "già così imbevuto d’odio".

La Gabrieli ha voluto manifestare la sua più sentita riconoscenza per l'impegno profuso nelle indagini, che ha portato all'individuazione del presunto autore dell'atto criminale.

"Il loro impegno merita la mia più sincera riconoscenza", ha dichiarato. Tuttavia, ha aggiunto con rammarico: "mi rattrista profondamente apprendere che la persona fermata sia così giovane, appena ventunenne, e già così imbevuta di odio". Nonostante il turbamento, la vittima ha ribadito con fermezza la sua posizione: "resto ferma nella mia posizione di vittima che chiede che la giustizia faccia il suo corso". Ha concluso il suo intervento con un accorato appello, auspicando "con grande passione che il livello di contrapposizione nel dialogo tra tutte le parti, in particolare tra quelle politiche, possa trovare toni più pacati e una comunicazione più efficace".

Il fermo del sospettato e le prime indagini

Le indagini hanno portato al fermo di un giovane di ventuno anni, la cui identificazione è stata possibile grazie all'analisi delle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza, che hanno ripreso lo scooter utilizzato durante l'aggressione. Il ventunenne, che risulta essere legato alla Comunità Ebraica di Roma, è ora accusato di tentato omicidio e detenzione di armi. Attualmente, si trova detenuto nel carcere di Regina Coeli in attesa di ulteriori sviluppi.

La perquisizione dell’abitazione del giovane, condotta dalla Digos, ha permesso di rinvenire diversi oggetti, tra cui coltelli, armi soft-air e vessilli israeliani. Il fermato avrebbe ammesso di far parte della "Brigata Ebraica" e ha confessato le sue responsabilità davanti alle forze dell'ordine.

Il contesto in cui è avvenuto l'attacco – le celebrazioni del 25 aprile e il fatto che le vittime fossero attivisti antifascisti – ha orientato l'inchiesta verso un chiaro movente politico.

La dinamica dell'aggressione del 25 aprile

La ricostruzione dell'episodio ha delineato la dinamica dell'aggressione avvenuta nel pomeriggio del 25 aprile, nei pressi di Parco Schuster a Roma. Un uomo, a bordo di uno scooter, ha esploso colpi con una pistola ad aria compressa contro due attivisti dell'Anpi. Le vittime, Rossana Gabrieli e il suo compagno Nicola Fasciano, hanno riportato ferite lievi: la Gabrieli alla spalla e Fasciano al volto e a una mano.

Il sospettato non è sceso dal mezzo, ma ha puntato l'arma e sparato da breve distanza, per poi darsi alla fuga lungo via Ostiense.

Le indagini, meticolosamente coordinate dalla Procura di Roma, si sono avvalse in maniera determinante delle immagini delle telecamere di sorveglianza, fondamentali per ricostruire il percorso del responsabile e giungere alla sua identificazione.