Un terremoto ha interessato l’area dei Campi Flegrei nelle prime ore della mattinata di martedì 7 aprile 2026. L’evento sismico, con epicentro a Pozzuoli, è stato avvertito distintamente dalla popolazione della zona costiera e dei quartieri occidentali di Napoli. La scossa principale, registrata alle ore 04:32, ha raggiunto una magnitudo Md 3.3.

Secondo i dati della Sala Operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano, l’ipocentro è stato localizzato a una profondità di circa 2 km. Questa estrema superficialità ha determinato la percezione nitida del sisma e la generazione di boati in superficie.

L’epicentro è stato individuato 5 km a sud-est dal centro di Pozzuoli e a meno di 10 km da Marano di Napoli e dal capoluogo campano. Alle 04:38 è stata registrata una seconda scossa di magnitudo Md 2.6. L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato all’Amministrazione Comunale di Pozzuoli che si tratta di un nuovo sciame sismico in corso.

Caratteristiche della sismicità nei Campi Flegrei

La sismicità nell’area dei Campi Flegrei è intrinsecamente legata alla sua natura vulcanica e al fenomeno del bradisismo, che comporta sollevamenti e abbassamenti periodici del suolo. A differenza dei terremoti tettonici, gli eventi in questa zona sono causati dalla pressione esercitata da fluidi termali e magma nel sottosuolo.

Questa pressione sollecita la crosta terrestre fino a provocarne la frattura, spiegando la profondità molto bassa degli ipocentri, solitamente entro i primi 3-4 km.

Contesto geologico e monitoraggio

I Campi Flegrei rappresentano una caldera vulcanica attiva, teatro di continui fenomeni di bradisismo e frequenti sciami sismici. L’Osservatorio Vesuviano – INGV svolge un monitoraggio costante dell’attività sismica e vulcanica, registrando eventi superficiali come quelli verificatisi oggi. La frequenza e la superficialità dei terremoti in quest’area sono una diretta conseguenza della sua natura vulcanica e della presenza di fluidi nel sottosuolo.