La stagione agonistica 2026 di Arvid de Kleijn, sprinter olandese della Tudor, non ha ancora visto il suo avvio. Ormai a metà maggio, De Kleijn non ha ancora preso parte a nessuna corsa e dovrebbe debuttare finalmente il 17 maggio nella Rund um Koln. Le motivazioni dietro questa assenza vanno oltre la semplice preparazione atletica e riguardano un periodo particolarmente difficile della sua vita personale. Intervistato da De Telegraaf, De Kleijn ha raccontato di essere stato vittima di un’aggressione mentre si allenava, un episodio che si è aggiunto a una serie di eventi tosti tra lutti familiari e nuove responsabilità da padre.

'Quei ragazzi hanno cominciato ad offendermi'

L’episodio si è verificato all’inizio di aprile, appena una settimana prima dello Scheldeprijs. Lo sprinter stava pedalando nei dintorni di Sint-Oedenrode senza considerare che in quei giorni si svolgeva il Paaspop, un evento che richiama numerosi giovani. È qui che si è imbattuto in un gruppo di circa dieci ragazzi, tra i 15 e i 17 anni, che hanno iniziato a insultarlo, utilizzando parole che facevano riferimento alla malattia terminale di suo padre.

"Non avevo pensato al fatto che ci fosse il Paaspop", ha spiegato De Kleijn, "ma quando sono passato vicino a quei ragazzi, hanno cominciato a offendermi in modo crudele." La situazione è rapidamente degenerata.

Quando lo sprinter ha provato a dialogare con i giovani, chiedendo loro perché usassero la sofferenza familiare come insulto, questi hanno risposto con sempre maggior aggressività. "Probabilmente avevano bevuto, forse anche di più. Era impossibile parlare con loro", ha raccontato De Kleijn.

Alla sua richiesta di smetterla, i ragazzi hanno iniziato a toccarlo e infine uno di loro, su una fatbike, gli ha sferrato un colpo improvviso che lo ha fatto cadere privo di sensi. Ne è derivata la rottura del naso. A salvare de Kleijn sono stati alcuni passanti, che hanno assistito alla scena e sono intervenuti per aiutarlo a rialzarsi. Nove dei presenti sono stati fermati, mentre l’autore dell’aggressione è riuscito a fuggire ed è tuttora ricercato.

"È triste constatare che la mancanza di rispetto verso gli altri sia così diffusa tra i giovani oggi", ha commentato amaramente lo sprinter. È previsto un processo, ma per il momento la vicenda rimane aperta.

L'addio al padre e la paternità

Questo incidente arriva in un momento già segnato da grandi difficoltà personali per De Kleijn. Il 6 gennaio è diventato padre per la prima volta della figlia Fye, un evento gioioso ma accompagnato da complicazioni. La moglie Céline ha avuto un parto difficile e ha faticato a riprendersi, costringendo Arvid a prendersi cura di lei e della neonata, con pochissimo tempo per gli allenamenti.

Allo stesso tempo, la famiglia De Kleijn stava affrontando la drammatica situazione del padre di Arvid, Cees, gravemente malato di cancro.

I medici avevano previsto che non sarebbe arrivato a Natale 2025, ma la sua tenacia ha permesso che assistesse almeno alla nascita della nipotina.

Purtroppo, Cees è venuto a mancare all’inizio di quest’anno, lasciando un vuoto profondo ma anche momenti di pace per la famiglia. "Il modo in cui si sono svolte le cose ha portato serenità a tutta la famiglia, e ricordiamo con affetto il bellissimo addio," ha detto De Kleijn. Un addio che, insieme alla recente aggressione, rappresenta un ulteriore ostacolo sulla strada verso la ripresa per il corridore.

Al momento, dunque, Arvid de Kleijn resta fermo ai box, in attesa di superare sia le difficoltà fisiche conseguenti all’aggressione sia i pesanti eventi personali che hanno segnato questo inizio d’anno. La speranza è che possa tornare presto a correre e ritrovare la forma e la serenità necessarie per riprendersi la scena nel mondo del ciclismo professionistico.