Violenti scontri tra gruppi armati irregolari, appartenenti a fazioni rivali della cosiddetta Dissidenza delle Farc, hanno causato la morte di almeno cinquanta guerriglieri nella regione centrale del Guaviare, in Colombia. L'episodio si è verificato a soli tre giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali, aggiungendo ulteriore tensione al già fragile contesto politico e sociale del paese. Le autorità colombiane hanno riferito che il bilancio delle vittime potrebbe purtroppo includere anche minorenni, evidenziando la brutalità degli scontri.

Il ministro della Difesa, Pedro Sánchez Suárez, ha sottolineato che il brutale scontro criminale ha provocato diverse vittime, presumibilmente tra i membri di questi gruppi armati illegali, con la concreta possibilità che alcuni di essi fossero minorenni. In risposta all'escalation della violenza, l'Esercito colombiano ha schierato le truppe della 22ª Brigata nell’area rurale di San José del Guaviare. L'obiettivo primario è proteggere la popolazione civile, rafforzare la sicurezza nella zona e garantire il pieno rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. L’intensificarsi degli scontri viene attribuito a una profonda disputa territoriale tra due potenti fazioni: lo Stato Maggiore Centrale (Cmc), guidato da Iván Mordisco, e lo Stato Maggiore dei Blocchi e dei Fronti (Cfm), sotto la leadership di Alexander Díaz Mendoza, alias Calarcá.

La dinamica degli scontri e la situazione sul campo

Il sindaco di San José del Guaviare, Willy Rodríguez, ha confermato che i combattimenti si sono svolti in una zona rurale particolarmente difficile da raggiungere, situata a oltre 130 chilometri dalla cabecera municipale. L'area è caratterizzata da sentieri impervi e complessi corridoi fluviali, che rendono complicate le operazioni di soccorso e verifica. Il bilancio preliminare degli scontri indica un numero superiore a cinquanta decessi. In questo momento, le autorità stanno attivamente coordinando l’ingresso di truppe e organismi giudiziari per procedere al recupero dei corpi e per verificare ufficialmente l'esatto numero delle vittime, un passaggio fondamentale per chiarire l'entità della tragedia.

La radice della disputa tra le due fazioni dissidenti delle Farc risiede nel controllo di corridoi strategici vitali. Questi percorsi sono utilizzati non solo per il narcotraffico, ma anche per la mobilità armata e per il mantenimento del controllo territoriale nel Guaviare e nelle regioni limitrofe. Le aree maggiormente interessate da questa contesa criminale includono i collegamenti tra San José del Guaviare, El Retorno, Calamar e Miraflores, snodi cruciali per le attività illegali. Il sindaco Rodríguez ha espresso una forte preoccupazione per la situazione delle numerose comunità contadine che si trovano involontariamente coinvolte in questo conflitto armato, lanciando un appello accorato affinché la popolazione civile venga esclusa dagli scontri e protetta dalle violenze.

Intervento militare e tutela dei diritti umani

L’Esercito colombiano ha ribadito con fermezza che la presenza della 22ª Brigata nell’area ha lo scopo primario di proteggere i civili da ulteriori violenze, di rafforzare la sicurezza e di preservare il controllo territoriale, elementi essenziali per la stabilità della regione. Le autorità militari hanno enfatizzato l’importanza cruciale di garantire il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario durante tutte le operazioni condotte sul campo. I recenti combattimenti tra le fazioni dissidenti delle Farc sono emblematicamente legati a questa incessante disputa per il controllo di rotte strategiche nella regione, una lotta che vede protagonisti i gruppi guidati da figure di spicco come Iván Mordisco e Calarcá, entrambi noti per il loro ruolo all'interno dei gruppi armati illegali in Colombia.