Antonio Sabino, sindaco di Quarto, comune flegreo in provincia di Napoli, è stato oggetto di gravi minacce e intimidazioni diffuse tramite i social network. Questi messaggi allarmanti sono giunti in seguito alla recente demolizione dei silos dell’ex cementificio, un’area strategica confiscata in passato dalla procura antimafia al temuto clan Nuvoletta-Polverino. L’ex impianto industriale, ora pienamente acquisito al patrimonio dei beni confiscati del Comune di Quarto, è destinato a una completa riqualificazione per diventare un moderno centro polivalente culturale, dotato di un teatro all’aperto e di aree dedicate al fitness, rappresentando un simbolo tangibile di legalità e riappropriazione territoriale.

Le espressioni intimidatorie sono emerse su un gruppo social che aveva messo in evidenza l’importante opera di demolizione. Tra i messaggi più espliciti e preoccupanti si leggevano frasi come “morta una camorra se ne fa un’altra”, l’appellativo denigratorio “pupazzo” e la minaccia diretta “ti metto dentro ai muri”. Il sindaco Sabino ha prontamente reagito, dichiarando la sua intenzione di presentare una formale denuncia ai carabinieri della Tenenza di Quarto. Ha inoltre sottolineato che saranno gli organi inquirenti e la procura antimafia a condurre le indagini necessarie per identificare i profili social da cui sono partiti questi chiari messaggi intimidatori e a valutarne la gravità.

La risposta alla camorra e il sostegno civico

Il primo cittadino di Quarto ha ribadito con forza che il recupero di un sito così significativo, come un cementificio storicamente legato alla camorra, dopo ben 34 anni di abbandono e la sua trasformazione in un bene comune, rappresenta un’azione che “dà molto fastidio alla camorra”. Nonostante le intimidazioni, Sabino ha affermato: “Noi andiamo avanti, perché sappiamo bene che la stragrande maggioranza dei cittadini di Quarto sostiene la nostra azione di recupero di oltre 70 beni confiscati. Abbiamo dato risposte sociali ai bisogni collettivi grazie ai beni confiscati e non ci fermiamo”. Ha inoltre annunciato che la risposta concreta a questi tentativi di intimidazione sarà l’accelerazione dei lavori per l’inaugurazione del nuovo parco all’interno dell’ex cementificio e il lancio, entro la fine di giugno, di due nuovi bandi per assegnare ulteriori cinque beni confiscati alla collettività.

Il progetto di riqualificazione e i fondi PNRR

L’ex cementificio, confiscato dallo Stato già nel 1992 e successivamente acquisito al patrimonio del Comune di Quarto, si configura come il bene confiscato più ampio dell’intera municipalità, estendendosi su una vasta superficie di due ettari. L’importante intervento di demolizione e la successiva riqualificazione sono stati resi possibili grazie a un finanziamento di cinque milioni di euro, provenienti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nei prossimi mesi, la comunità di Quarto vedrà l’inaugurazione del nuovo centro polivalente, situato in via Marmolito. Questa struttura all’avanguardia comprenderà una moderna sala teatrale, una sala concerti, un ampio polmone verde e spazi attrezzati dedicati allo sport e al benessere all’aperto, trasformando un simbolo di illegalità in un polo di cultura e socialità.