Spunta l’ennesimo testimone che ricorderebbe a distanza di anni diversi nuovi particolari relativamente al delitto di Garlasco. Secondo il racconto dell’uomo, sul quale gli inquirenti non avrebbero trovato alcun riscontro, la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi, il 13 agosto 2007, una donna bionda sarebbe passata in bicicletta nei pressi della villetta teatro dell’episodio di cronaca nera. L’uomo, nel corso della nuova trasmissione di Rai 3 Filorosso, si è lasciato intervistare senza rivelare la propria identità, aggiungendo anche che i carabinieri avrebbero “preso sottogamba” le sue dichiarazioni, per le quali avrebbe ricevuto in passato delle minacce.

Si tratta di un episodio che sicuramente non aggiunge nulla alle indagini, data l’assoluta mancanza di prove che confermerebbero le parole del testimone, ma che dimostra ancora una volta l’interesse che la vicenda ha sollevato in questi mesi, con la nuova inchiesta della Procura di Pavia che ha portato a indagare Andrea Sempio come unico esecutore del delitto per il quale è stato da tempo condannato l’ex fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, che sta finendo di scontare la pena ai servizi sociali.

Il racconto del testimone

Nel corso della trasmissione di Rai 3 “Filorosso” il testimone ha raccontato “con certezza al cento per cento” di aver visto nei pressi della villetta dei Poggi una donna coi capelli biondi su una bicicletta nera, che aveva i raggi lucidi, tanto da sembrare nuova.

L’uomo si trovava a Garlasco, a suo dire, per un appuntamento di lavoro, relativamente alla sua attività nell’ambito “di discoteche ed eventi”. “Aveva degli occhi spiritati che tu non hai idea”, ha aggiunto l’anonimo testimone nel corso dell’intervista, spiegando di aver raccontato tutto ai carabinieri nel luglio del 2025. Il testimone e la misteriosa donna si sarebbero guardati in faccia, tanto che l’uomo è stato in grado di sottolineare che si trattava di una bella ragazza.

La somiglianza con una delle gemelle Cappa

In molti telespettatori hanno colto un velato riferimento del testimone a una delle gemelle Cappa, le cugine di Chiara Poggi, da anni al centro di insinuazioni e sospetti, pur non essendo state mai coinvolte nelle indagini, per un’assoluta mancanza di riscontri oggettivi nei loro confronti.

Parliamo di un fenomeno mediatico che si era già verificato con le prime indagini, quelle che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi, e che si ripete in queste settimane, con la nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio. Si tratta di una situazione ormai insostenibile per le gemelle, tanto che da spingerle a presentare attraverso i loro legali una cinquantina di denunce per diffamazione. La Procura di Pavia ha inoltre aperto un fascicolo per gli atti persecutori subiti nel tempo dalle due.

Le minacce per non far divulgare il racconto, giudicato poco attendibile dagli inquirenti

Il testimone intervistato da Rai 3 ha spiegato anche le ragioni che lo avrebbero spinto a non raccontare per anni la sua esperienza a Garlasco: avrebbe subito delle vere e proprie minacce.

Qualcuno sarebbe arrivato a suonare il campanello di casa sua per intimargli di non parlare. L’uomo avrebbe così evitato di rivolgersi agli inquirenti, fino a luglio 2025, quando si è recato dai carabinieri, che però – a suo dire – avrebbero preso sottogamba le sue rivelazioni.

In realtà, come hanno rivelato gli inquirenti a Fanpage, sono state effettuate tutte le verifiche del caso sul racconto del testimone, esattamente come per le altre tante testimonianze spontanee sul delitto di Garlasco arrivate nel corso del tempo, ma non è stato trovato alcun riscontro che confermasse le parole dell’uomo.