La Corte d'assise di Rimini ha pronunciato una sentenza di assoluzione per Louis Dassilva, scagionandolo dall'accusa di aver commesso l'omicidio di Pierina Paganelli. La decisione giudiziaria ha comportato l'immediata liberazione dell'imputato, un epilogo atteso per oltre sedici ore in un'aula gremita. Il verdetto, letto nella notte dalla giudice e presidente della Corte, Fiorella Casadei, è stato accolto da un boato e un applauso tra i presenti, segnando la conclusione di un processo di grande risonanza.
All'interno dell'aula, i familiari della vittima – i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i nipoti – hanno ascoltato la sentenza mantenendo un silenzio impassibile, senza mostrare alcuna reazione visibile.
Tra il pubblico, invece, si distingueva un gruppo di circa trenta conoscenti senegalesi di Dassilva, mentre la moglie dell'imputato, Valeria Bartolucci, sedeva alle sue spalle, a ridosso dei banchi della difesa.
Il contesto dell'omicidio e le posizioni processuali
Louis Dassilva era l'unico imputato nel caso dell'omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023. La vittima fu trovata senza vita nell'androne del piano interrato del suo condominio, situato in via del Ciclamino 31 a Rimini, colpita da ventinove coltellate. Dassilva, che era vicino di casa della Paganelli e amante della nuora della vittima, Manuela Bianchi, era stato al centro delle indagini e del successivo procedimento penale.
La Procura, rappresentata dal pubblico ministero Daniele Paci, aveva sostenuto l'accusa di omicidio aggravato, evidenziando la premeditazione, la crudeltà e i motivi futili alla base del delitto. Per Dassilva era stata richiesta la condanna all'ergastolo, la pena massima prevista dal nostro ordinamento.
La difesa dell'imputato, d'altra parte, aveva puntato a evidenziare quelle che riteneva essere lacune nelle indagini. Tra gli aspetti sollevati, la mancata analisi di possibili tracce ematiche che avrebbero potuto trovarsi nell'abitazione della nuora e del padre della vittima. I legali di Dassilva avevano anche richiamato il caso di Garlasco, invitando i giurati a prendere una decisione guidata dalla propria coscienza.
In via subordinata, era stata avanzata la richiesta di un rito abbreviato, che avrebbe comportato l'applicazione di attenuanti generiche e una conseguente riduzione della pena.
La struttura e il ruolo della Corte d'assise
La Corte d'assise di Rimini, come organo giudiziario, è preposta alla trattazione dei reati di maggiore gravità, inclusi gli omicidi volontari. La sua composizione prevede la presenza di due giudici togati affiancati da sei giudici popolari, i quali partecipano con pari dignità alla deliberazione della sentenza. La Corte opera presso il Tribunale di Rimini, seguendo le procedure stabilite dal codice di procedura penale italiano.
L'assoluzione di Louis Dassilva conclude un iter processuale che ha catalizzato l'attenzione dell'opinione pubblica locale, non solo per la drammaticità dei fatti contestati ma anche per la complessità delle indagini condotte. Con la lettura del dispositivo, Dassilva ha riottenuto la libertà, ponendo fine a un capitolo giudiziario significativo.