Una stretta conoscente della famiglia Di Vita è stata denunciata per favoreggiamento nell'ambito delle indagini sulla tragica morte di Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi. I decessi, avvenuti lo scorso dicembre a Pietracatella, in Molise, sono riconducibili a un sospetto avvelenamento da ricina, un caso che ha profondamente scosso la comunità locale e le autorità investigative.
La donna denunciata è stata ascoltata per ben tre volte in Questura tra gennaio e giugno, in qualità di persona informata sui fatti. Durante gli interrogatori, ha sempre negato tensioni o problemi all’interno del nucleo familiare Di Vita.
Tuttavia, le sue dichiarazioni sono state successivamente smentite da riscontri oggettivi raccolti dagli investigatori. Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna sarebbe stata a conoscenza di alcune difficoltà familiari ma avrebbe continuato a negare tali circostanze agli inquirenti, un comportamento che ha ostacolato il corso delle indagini, culminando nella denuncia per favoreggiamento.
Le indagini e gli interrogatori in corso
Le autorità hanno riscontrato che situazioni analoghe si sono verificate anche con altri testimoni. Alcuni di essi, convocati in Questura, si sono mostrati poco propensi a riferire dettagli su episodi e circostanze ritenute rilevanti per l’inchiesta. Gli interrogatori di conoscenti e parenti della famiglia Di Vita proseguono negli uffici della Questura, con l’obiettivo primario di ricostruire con la massima precisione quanto accaduto nei giorni precedenti la tragedia.
Nel corso delle complesse indagini, anche Gianni Di Vita e sua figlia Alice sono tornati in Questura. Hanno fornito volontariamente i codici di sblocco dei cellulari delle vittime, Antonella e Sara. Questo passaggio è considerato di fondamentale importanza per l’analisi dei dati contenuti nei dispositivi, i quali potrebbero offrire ulteriori elementi utili all'inchiesta in corso.
Ulteriori accertamenti e il ruolo della zia novantenne
Tra le persone ascoltate dagli inquirenti figura anche la zia novantenne Isuccia, parente di Gianni Di Vita. La donna è stata convocata per chiarire alcuni aspetti relativi alle ore precedenti alla tragedia, in particolare in relazione alla preparazione della torta di Natale consumata dalla famiglia Di Vita.
L’audizione, durata circa due ore, ha riguardato anche la verifica di dichiarazioni rilasciate a emittenti televisive nazionali riguardo a presunti retroscena familiari.
Per quanto concerne gli esami autoptici, la dottoressa Benedetta Pia De Luca, nominata consulente tecnico della procura, dovrà consegnare entro il prossimo 30 giugno le relazioni sugli esami svolti sui corpi di Sara Di Vita e Antonella. Gli esiti delle autopsie sono attesi con urgenza, considerati fondamentali per chiarire le cause del decesso e per indirizzare le successive fasi delle indagini, fornendo un quadro più completo della drammatica vicenda.