Una cena in famiglia si è trasformata in tragedia nella frazione di Castagna Bassa, a Castel Castagna, la sera del 17 luglio 2026, attorno alle ore venti. Un giovane nipote, colto da un raptus inspiegabile, ha aggredito il nonno e la zia con un piatto di ceramica, scagliandolo contro la donna e colpendola alla testa. Il nonno, intervenuto a difesa, è caduto riportando la frattura di una gamba.
La zia, con la testa fratturata, ha reagito impugnando un coltello dalla tavola e accoltellando il nipote, ferendolo gravemente al fianco. Il giovane, in preda all'emorragia, è fuggito in sella a uno scooter, ma ha perso i sensi dopo pochi chilometri, cadendo lungo la strada.
I soccorsi lo hanno trovato per primi; è stato intubato e trasportato d’urgenza all’ospedale di Teramo. Altri due mezzi di soccorso, uno dei quali deviato da Bisenti, hanno trasportato la zia e il nonno, entrambi in condizioni gravi.
Intervento dei carabinieri
I carabinieri sono intervenuti sul posto per ricostruire la dinamica dell’accaduto e cercare di comprendere le ragioni del gesto del nipote. Le indagini sono in corso per chiarire i dettagli dell'aggressione e delle successive reazioni.
Il contesto del comune di Castel Castagna
Castel Castagna è un piccolo comune della provincia di Teramo, in Abruzzo. Al primo gennaio 2026, secondo dati Istat, contava una popolazione di circa quattrocento abitanti.
Il territorio si estende su diciotto chilometri quadrati e comprende diverse frazioni, tra cui Castagna Vecchia, Chiavoni, Ronzano, Santa Maria, Scaricasale e Villa Ruzzi.
Il comune è situato nella valle del Vomano, ai piedi del massiccio del Gran Sasso, in un contesto collinare e poco densamente popolato, caratteristico dell’entroterra abruzzese.