Il corpo senza vita di Luigi Esposito, giornalista pubblicista di 53 anni conosciuto professionalmente come Luca, è stato rinvenuto nella notte tra il 18 e il 19 luglio 2026. Il ritrovamento è avvenuto in un campo isolato in contrada Cioffi, lungo la statale 7bis, nel territorio del comune di Eboli, in provincia di Salerno. Esposito era una figura nota nel panorama giornalistico sportivo locale: collaborava attivamente con il quotidiano La Città di Salerno, era una voce riconosciuta dell’emittente televisiva Ottochannel e ricopriva il ruolo di direttore del sito di informazione calcistica Tuttosalernitana.com.

Il cadavere di Esposito è stato trovato carbonizzato dai vigili del fuoco, che erano intervenuti sul posto per domare un incendio di sterpaglie che si era sviluppato nell’area. Le condizioni del corpo erano tali da rendere inizialmente impossibile l’identificazione e persino la determinazione del sesso della vittima. Solo dopo diverse ore è stato possibile dare un nome alla persona deceduta. Le prime analisi condotte dal medico legale hanno rivelato la presenza di un foro di proiettile sul corpo, e i carabinieri hanno recuperato un bossolo nelle immediate vicinanze del luogo del ritrovamento. Questi elementi cruciali hanno rafforzato l’ipotesi che Esposito sia stato prima ucciso con colpi d’arma da fuoco e successivamente dato alle fiamme in un tentativo di occultamento del delitto.

Le indagini sull'omicidio e il profilo della vittima

Le indagini sul presunto omicidio sono state immediatamente avviate dalla Procura di Salerno, sotto la direzione di Raffaele Cantone. Il pubblico ministero Alessandro Di Vico si è recato personalmente sul luogo del ritrovamento per coordinare le prime fasi investigative. Luigi Esposito, originario di Nocera Inferiore, era una persona single. Aveva un solido percorso accademico, avendo conseguito lauree sia in Biologia che in Lettere, e dal 2012 era iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti. Gli inquirenti stanno ora lavorando per ricostruire minuziosamente le ultime ore di vita del giornalista; l’ultimo contatto conosciuto risalirebbe alla sera di venerdì.

Una delle sue sorelle, Mary, ha riferito che il fratello era diretto verso una sua proprietà situata nella località balneare di Agropoli, sulla costiera cilentana.

Inizialmente, il nome di Esposito era stato erroneamente associato ad attività professionali con l’Agenzia regionale protezione ambientale (Arpac). Tuttavia, l’ente ha prontamente rilasciato una nota ufficiale per chiarire la situazione. Nella comunicazione, l’Arpac ha precisato che “la persona indicata come oggetto del terribile ritrovamento non risulta titolare di un rapporto di lavoro con Arpac, né come dipendente né come dirigente”. Ha inoltre aggiunto che “non risulta alcuna relazione di natura professionale tra l’ente ed Esposito, che appare del tutto estraneo all’attività dell’Agenzia”.

L’Arpac ha comunque espresso il proprio sgomento per la vicenda e ha partecipato al cordoglio della famiglia della vittima e del mondo dell’informazione per la drammatica scomparsa.

La reazione del mondo giornalistico

La notizia della morte di Luigi Esposito ha suscitato profonda commozione e indignazione nel mondo del giornalismo campano. L’Ordine dei giornalisti della Campania ha immediatamente reagito, definendo la vicenda “di una gravità inaudita” e chiedendo con fermezza che venga fatta piena chiarezza sulle circostanze e sul movente di questa tragica morte. Anche il Sindacato unitario giornalisti della Campania ha espresso la propria posizione, manifestando “piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine affinché venga fatta rapidamente piena luce sull’accaduto”. Le indagini proseguono senza sosta e in ogni direzione, con l’obiettivo di individuare i responsabili e di comprendere appieno il contesto di questo efferato delitto.