La Procura di Bologna ha aperto un procedimento per chiarire le circostanze e le cause della morte di Abderrahim Fakir, deceduto ieri in via Svevo durante un intervento della polizia. Il fascicolo è stato iscritto nell'apposito registro "modello 45 bis", nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi dell'intervento.
Al momento non risultano persone indagate. Si tratta dell'applicazione della nuova norma relativa al registro separato destinato alle annotazioni preliminari, nel quale vengono inseriti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione.
Secondo quanto riportato, sarebbe la prima applicazione.
Le immagini del fermo
In un video diffuso dopo la morte del 43enne si sentono le urla di Fakir: "Aiuto, basta, basta".
Nelle immagini si vedono due agenti impegnati a bloccare l'uomo, di origini marocchine, con il volto rivolto verso il basso e le mani portate dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo. Un terzo uomo, probabilmente un residente, interviene tenendogli le caviglie.
Attorno alla scena sono presenti anche due soccorritori che non intervengono. Dopo alcuni minuti Fakir smette di dimenarsi e sembra perdere conoscenza, fino al decesso.
La Procura: "I fatti sono più estesi rispetto al video diffuso in rete"
Il procuratore capo di Bologna, Paolo Guido, ha spiegato che l'iscrizione del procedimento è avvenuta "all'esito dell'esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia".
"Gli accertamenti terranno conto dell'intero sviluppo dei fatti" che risultano "di più ampia estensione temporale rispetto al video fino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest'Ufficio, e dell'intervento degli operatori sia delle forze dell'ordine sia del personale sanitario".
Il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Domenico Pianese, ha invitato ad attendere la ricostruzione dell'autorità giudiziaria.
"Vanno evitati i processi sommari e la gogna social: bisogna attendere che l'autorità giudiziaria ricostruisca i fatti".
Secondo Pianese, un ruolo importante sarà svolto dalle bodycam degli agenti.
"Le bodycam dei poliziotti saranno fondamentali: lì c'è la verità oggettiva e non quella manipolata del web.
Siamo certi che la trasparenza delle immagini farà chiarezza sull'intervento dei poliziotti che non possono essere linciati mediaticamente".
Anche la questura di Bologna aveva comunicato che le immagini registrate dagli agenti sarebbero state messe a disposizione dell'autorità giudiziaria.
"Le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti, che hanno registrato le operazioni, saranno messe immediatamente a disposizione dell'autorità giudiziaria".
Chi era Abderrahim Fakir
Secondo quanto emerso, Abderrahim Fakir aveva 43 anni ed era arrivato in Italia con la famiglia quando aveva 7 anni. Viveva a Borgonuovo, nel comune di Sasso Marconi, e lavorava in un'impresa di facchinaggio impegnata nella logistica.
Il fratello e la sorella hanno riferito che l'uomo aveva problemi di salute. L'autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia per chiarire le cause della morte.
La ricostruzione dell'intervento al Pilastro
La vicenda si è verificata al Pilastro, quartiere popolare e multietnico di Bologna. Secondo le prime ricostruzioni, nella tarda mattinata di domenica alcuni residenti hanno chiamato le forze dell'ordine per segnalare la presenza di un uomo che stava dando in escandescenze all'interno di un garage in via Svevo.
Si trattava di Fakir, arrivato nella zona per fare visita ad alcuni parenti. Sul posto sono intervenute una volante e un'ambulanza del 118.
Gli agenti avrebbero tentato di calmare l'uomo, che però si sarebbe scagliato contro di loro.
Secondo il video registrato da un residente, il fermo sarebbe avvenuto prima con l'utilizzo dello spray al peperoncino e poi con il blocco a terra e il successivo tentativo di immobilizzazione di polsi e caviglie.
Durante l'intervento Fakir avrebbe continuato a gridare "basta, aiuto", fino a perdere i sensi davanti agli agenti e ai soccorritori presenti.