Il 15 agosto 2026, scritte di natura antisemita sono comparse al Memoriale delle Deportazioni di Firenze, un luogo simbolo dedicato alle vittime della deportazione e dello sterminio. La sindaca Sara Funaro ha condannato l'episodio come un "gesto gravissimo", evidenziando l'attacco a un "luogo della memoria".

Su X, Funaro ha ribadito che "a Firenze non c’è spazio per l’odio, per l’antisemitismo e per chi cerca di infangare la memoria". Ha sottolineato che Firenze "è e resterà una città di pace, rispetto e convivenza", impegnata a contrastare ogni forma di discriminazione.

Le scritte sono state rimosse rapidamente grazie agli Angeli del Bello e alle Forze dell’Ordine, ai quali la sindaca ha espresso gratitudine.

Reazioni e condanne

L’imprenditore Marco Carrai, console onorario d’Israele per la Toscana, ha commentato l'accaduto con fermezza: "Ancora una volta a Firenze compaiono scritte antisemite di grande violenza". Carrai ha poi criticato chi, pur condannando, promuove una "campagna di demonizzazione contro il popolo d’Israele", ritenendo tale condanna priva di vera solidarietà.

L'atto vandalico si inserisce in un contesto di forte attenzione per il Memoriale delle Deportazioni, che negli ultimi mesi è stato teatro di mobilitazioni e presidi. La sindaca Funaro ha spesso ribadito il ruolo del Memoriale come emblema di dialogo e memoria, sottolineando che Firenze "non accetta messaggi d’odio" e che "la memoria è una cosa seria".

Il Memoriale: simbolo di memoria e resistenza

Situato in piazza Gino Bartali, nella zona di Gavinana, il Memoriale delle Deportazioni di Firenze è un punto di riferimento cruciale. Ha ospitato e continua a ospitare iniziative di associazioni come Anpi, Arci, Aned e Cgil, volte a riaffermare i valori della Resistenza e a mantenere viva la memoria storica contro ogni forma di discriminazione e antisemitismo.

Le istituzioni locali, insieme alle associazioni e ai cittadini, continuano a valorizzare il Memoriale, riconoscendolo come luogo centrale per la memoria collettiva e per la promozione dei valori di pace e rispetto nella comunità fiorentina.