Paolo Lunghi, portavoce del presidio spontaneo attivo per mesi con un camper nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, è intervenuto il 2 settembre 2026 sulla vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco. Il presidio ha sostenuto Nathan e Catherine e altre famiglie con figli allontanati dal tribunale. Lunghi ha espresso amarezza per una decisione dei giudici minorili dell’Aquila, affermando: «La famiglia del bosco per adesso non si riunirà».
Il portavoce dei volontari ha collegato la sua valutazione al percorso previsto per genitori e figli. La decisione, nella sua lettura, non comporta un ricongiungimento immediato della famiglia.
Lunghi ha definito il passaggio come qualcosa che «sembra un segno di apertura», ma che, a suo dire, mantiene una serie di ostacoli prima di una possibile riunione del nucleo familiare.
Il percorso e gli incontri protetti
Nel percorso richiamato da Lunghi, sono previsti incontri protetti alla presenza di un controllore, volti a verificare l’idoneità dei genitori. Solo dopo questa fase, e in base alle valutazioni emerse, i minori potrebbero iniziare a dormire nell’abitazione individuata. In un passaggio successivo, potrebbero poi tornare a vivere insieme ai genitori. Lunghi ha segnalato l’assenza di tempi certi, descrivendo il percorso come eccessivamente graduale.
Il portavoce del presidio ha attribuito al distacco dei bambini dalla famiglia, dagli affetti e dagli animali un trauma, sottolineando come la separazione sia avvenuta in poche ore.
Nella sua presa di posizione, ha richiamato gli allarmi espressi da esperti sulla salute mentale dei minori e ha criticato il fatto che la situazione non abbia ancora portato a una ricomposizione familiare. Il nucleo familiare in questione è quello di Nathan e Catherine, seguito dal presidio spontaneo a Palmoli.
L'attenzione mediatica e la privacy a Palmoli
La famiglia anglo-australiana, residente nel casolare di Palmoli, è stata al centro dell’attenzione mediatica anche nei giorni precedenti. Il casolare ha attirato l’arrivo di curiosi, e i genitori hanno chiesto maggiore rispetto della riservatezza. All’ingresso dell’abitazione è comparso un appello per la tutela della privacy, insieme a una recinzione provvisoria. È stata inoltre indicata l’installazione di un nuovo cancello per limitare.