Un incendio è divampato nel pomeriggio del 2 settembre 2026 presso la piattaforma ecologica di Montebellino, situata alle porte di Pavia. Le fiamme hanno interessato il reparto dedicato alla raccolta di batterie ed elettrodomestici, richiedendo l'intervento dei vigili del fuoco di Pavia e Mede. Le squadre hanno operato per circa tre ore prima di riuscire a domare completamente il rogo.

L'evento ha generato una densa colonna di fumo nero, chiaramente visibile anche da notevole distanza. Sul posto sono intervenuti, oltre ai pompieri, anche i carabinieri e i tecnici dell'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente).

Sono tuttora in corso gli accertamenti volti a determinare le cause precise dell'incendio, che ha colpito in modo specifico il settore dell'impianto adibito allo stoccaggio di materiali quali batterie ed elettrodomestici.

Precedente incendio a Montebellino: l'episodio di agosto

La piattaforma ecologica di Montebellino non è nuova a tali emergenze. Già il 6 agosto 2026, infatti, l'impianto era stato teatro di un altro incendio. In quell'occasione, le fiamme avevano interessato un cumulo di rifiuti ingombranti. L'ipotesi principale allora avanzata per l'origine del rogo era stata la presenza di una batteria al litio, accidentalmente finita tra i materiali conferiti. L'impianto è gestito da Asm Pavia.

Durante l'episodio del 6 agosto, il bagliore delle fiamme era stato ben visibile sia dalla strada che dalle abitazioni circostanti. I vigili del fuoco erano riusciti a spegnere il rogo in circa un'ora, tra le 22 e le 23. Tuttavia, le operazioni di rilievo e messa in sicurezza si erano protratte per un periodo più lungo. La mattina seguente, oltre ai pompieri, erano presenti sul posto i tecnici dell'Arpa e quelli di Ats, l'azienda di tutela della salute, per le necessarie verifiche.

Accertamenti sulle cause e verifiche ambientali

Anche in seguito all'incendio del 2 settembre 2026, l'intervento dei carabinieri e dei tecnici dell'Arpa si è concentrato sulle verifiche post-spegnimento. Gli accertamenti sono focalizzati sull'origine del rogo, che, come detto, ha interessato il reparto dedicato alla raccolta di batterie ed elettrodomestici, e fanno seguito alla complessa fase operativa di tre ore condotta dai vigili del fuoco per domare le fiamme.

Riguardo il precedente incendio del 6 agosto 2026, le verifiche ambientali condotte presso la piattaforma di Montebellino avevano fortunatamente escluso la presenza di sostanze pericolose nell'aria. Anche in quella circostanza, l'area era rimasta sotto stretto controllo dopo lo spegnimento, con i vigili del fuoco impegnati in operazioni di smassamento e separazione dei materiali incendiati, coadiuvati dai tecnici presenti sul posto.