A La Valletta, il 2 settembre 2026, Yorgen Fenech è stato assolto nel processo per l'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa il 16 ottobre 2017 da un'autobomba. Fenech, erede della holding Tumas Group, era imputato per cospirazione e complicità nel piano omicida.

Il verdetto è arrivato dopo circa otto ore di camera di consiglio. I nove giurati (sei donne e tre uomini) hanno scagionato il miliardario maltese con un voto di otto a uno. La decisione ha riguardato le accuse di complicità nell'omicidio volontario di Daphne Caruana Galizia e di associazione a delinquere.

Le accuse e l'indagine

L'accusa aveva indicato Fenech come il mandante del piano. L'imputato, imprenditore e costruttore maltese di 44 anni al momento del verdetto, avrebbe pagato 150.000 euro tramite un intermediario, Melvin Theuma. La pubblica accusa aveva chiesto l'ergastolo.

L'indagine sull'omicidio portò all'arresto degli esecutori materiali sei settimane dopo l'attentato. Nel 2019, gli investigatori si concentrarono sull'intermediario, che accusò Fenech dopo aver ottenuto la grazia. Fenech fu arrestato mentre tentava la fuga con uno yacht di famiglia.

Il contesto dell'omicidio

Daphne Caruana Galizia, 53 anni, fu uccisa il 16 ottobre 2017. La vicenda ebbe notevole rilievo a Malta per il suo profilo di giornalista e le inchieste che l'avevano riguardata.

Il processo a La Valletta ha focalizzato sul ruolo attribuito a Fenech nel piano criminale e sulla ricostruzione dei rapporti tra imputato, intermediario ed esecutori.

Fenech, legato al gruppo Tumas, ha interessi in immobiliare, alberghiero e una centrale elettrica. Questi elementi hanno fatto parte del suo profilo pubblico.