A Ferrara, il 3 ottobre 2026, è emerso il profilo del 22enne arrestato in seguito all'aggressione avvenuta al Liceo Ariosto. Nella mattinata, il giovane ha ferito uno studente di 15 anni per poi darsi alla fuga. L'aggressore non aveva alcun collegamento diretto con l'istituto. La ricostruzione degli eventi ha rivelato una fragilità psicologica sviluppatasi durante gli anni della pandemia di Covid e progressivamente aggravatasi, culminando nell'episodio accaduto nella scuola ferrarese. L'arresto del giovane è stato convalidato, evidenziando la sua pericolosità, e il 22enne era da tempo seguito dai servizi psichiatrici.

Nel telefono dell'aggressore è stato rinvenuto un dettagliato piano di aggressione, che superava di gran lunga la violenza perpetrata all'Ariosto. Il progetto prevedeva di colpire un numero maggiore di persone e di estendere le azioni a altri istituti del Ferrarese, con specifici riferimenti al Liceo Scientifico Roiti di Ferrara e al Liceo di Bondeno. Il testo conteneva precise indicazioni su come accedere agli edifici, muoversi all'interno di bagni, classi e atri, e menzionava ripetutamente l'intenzione di sferrare colpi contro più individui.

Il piano di aggressione e gli obiettivi

Il piano delineava il Liceo di Bondeno come uno degli obiettivi, con l'intenzione di entrare durante l'intervallo per una prima aggressione in bagno, seguita da spostamenti nelle classi.

Un'azione simile era prevista per il Roiti, dove l'attacco sarebbe dovuto iniziare nei bagni per poi proseguire verso l'atrio e alcune aule. La ricostruzione ha indicato la presenza di più possibili vittime, senza individuare un obiettivo specifico.

Dopo aver ferito lo studente all'Ariosto, il 22enne è fuggito a bordo della sua Fiat Panda. Il piano annotato prevedeva successivamente il raggiungimento di un casolare abbandonato, dove il giovane aveva l'intenzione di togliersi la vita. Tuttavia, dopo la fuga, la madre lo avrebbe dissuaso dal proseguire nei suoi intenti. Le indagini hanno confermato l'assenza di un collegamento diretto tra l'aggressore e il Liceo Ariosto, la cui scelta sarebbe maturata dopo un'ipotesi iniziale di rec.

Il contesto psichiatrico e l'ispirazione a Columbine

Il 22enne era sotto osservazione dei servizi psichiatrici da tempo. Dopo l'arresto, ha dichiarato di aver manifestato per anni fantasie aggressive, ispirate anche alla tragica strage di Columbine del 1999, avvenuta in una scuola superiore negli Stati Uniti, dove due studenti uccisero 12 coetanei e un insegnante. Il percorso del giovane è stato ricondotto a una fragilità psicologica persistente nel corso degli anni.