Il Corpo forestale del Trentino ha recentemente concluso un'importante operazione di vigilanza sul ghiacciaio di Lares, un'area remota e storicamente significativa, situata tra il passo di Cavento, le creste dei Folletti e la cima del Carè Alto. Questa attività, mirata a contrastare la ricerca non autorizzata di reperti bellici, ha portato alla sanzione di nove cercatori della Grande Guerra. Il bilancio complessivo dei controlli, che si sono svolti tra metà agosto e metà settembre, ha registrato l'identificazione di 40 persone, con l'elevazione di nove sanzioni amministrative.

L'intervento si è concentrato su un contesto di alta montagna, dove i residui di un conflitto combattuto oltre un secolo fa, a quote superiori ai 3.000 metri, riemergono costantemente, attirando l'attenzione di appassionati e "recuperanti".

Durante le operazioni, il personale forestale ha proceduto al sequestro di numerosi oggetti. Tra questi figurano badili, ramponi, borracce, maschere antigas, materiali in cuoio, occhiali, bottiglie per farmaci e barattolame, tutti elementi che testimoniano la dura vita quotidiana dei soldati in alta quota. Sono stati rinvenuti e sequestrati anche frammenti di munizioni e veri e propri ordigni bellici, evidenziando il duplice rischio connesso a tali ritrovamenti: da un lato il valore documentario e storico, dall'altro il pericolo intrinseco per la sicurezza di chi frequenta le vette.

Il Corpo forestale del Trentino ha agito con personale specializzato, formato per operare in un ambiente così peculiare, garantendo sia la tutela del patrimonio storico sia la salvaguardia dell'incolumità pubblica.

L'operazione in alta quota: dettaglio dei controlli

L'ampia attività di vigilanza si è estesa su un'area di quasi tre chilometri quadrati, abbracciando un dislivello significativo che va dai circa 2.700 metri del punto più basso del ghiacciaio ai 3.400 metri del Corno di Cavento. Questa vasta zona, che include tratti di cresta e valli collegate al ghiacciaio di Lares, è stata oggetto di un monitoraggio intensivo. Per raggiungere e pattugliare queste altitudini estreme, il personale forestale ha effettuato sette salite sulla cresta tra il Cavento e il Folletto.

Cinque di queste ascensioni sono state supportate dal Nucleo Elicotteri della Provincia autonoma di Trento, mentre due sono state compiute interamente a piedi, con rientro sempre via terra, a testimonianza della complessità logistica dell'intervento.

I materiali sequestrati, in particolare quelli legati alla vita quotidiana dei combattenti, sono stati affidati al Museo della Grande Guerra di Spiazzo Rendena. Qui, questi preziosi reperti potranno essere adeguatamente conservati, studiati e valorizzati, offrendo una testimonianza tangibile delle vicende umane e militari che hanno segnato queste montagne. La loro esposizione contribuirà a mantenere viva la memoria storica e a educare le nuove generazioni sull'importanza di preservare tali testimonianze.

L'operazione ha incluso anche controlli aggiuntivi nelle valli circostanti, come la Val di Borzago e la Val di Lares, dove il personale di custodia ha fornito un supporto essenziale per estendere la portata della vigilanza.