Il 4 ottobre 2026, un gruppo di 172 migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa è stato trasferito al porto dell’isola per l’imbarco sulla motonave Sansovino. La nave è salpata con destinazione Porto Empedocle, dove l'arrivo era previsto in serata. Tra le persone trasferite, un contingente di 28 superstiti di un drammatico naufragio avvenuto nel tratto di mare tra la Libia e la Tunisia. Questi naufraghi, composti da 22 uomini, cinque donne e una neonata, erano stati trovati aggrappati alla piattaforma petrolifera Hasdrubal.

I migranti trasferiti provengono da diverse nazioni, tra cui Eritrea, Etiopia, Nigeria, Pakistan, Somalia e Sudan.

La vicenda dei 28 superstiti del naufragio si inserisce in un contesto di gravi perdite: le operazioni di soccorso, condotte martedì scorso dalla ong Aurosa Sar, avevano portato al recupero di due corpi senza vita, quello di un bambino di 9 anni e di un uomo di 46 anni. Il bilancio del sinistro marittimo si aggrava con la segnalazione di sei persone ancora disperse, tra le quali figurano cinque bambini.

Il trasferimento e la situazione dell'hotspot

L'operazione di trasferimento ha interessato una parte degli ospiti presenti nella struttura di accoglienza di contrada Imbriacola. Dopo la partenza dei 172 migranti diretti verso il porto e il successivo imbarco sulla motonave Sansovino, l’hotspot di Lampedusa registra ora la presenza di 178 ospiti.

Il movimento dal centro di accoglienza al porto è stato organizzato con l'obiettivo di raggiungere Porto Empedocle, confermato come punto di arrivo della nave nella stessa giornata.

La presenza dei 28 naufraghi all'interno del gruppo trasferito sottolinea la continuità delle emergenze in mare. Le persone sopravvissute erano state individuate e soccorse presso la piattaforma petrolifera Hasdrubal. Il quadro complessivo del naufragio include, oltre ai due corpi recuperati, la tragica stima di sei persone ancora disperse, tra cui, come già menzionato, cinque bambini, evidenziando la vulnerabilità dei più piccoli in queste traversate.

Contesto degli arrivi e precedenti soccorsi

Questo trasferimento si inserisce in un più ampio contesto di arrivi sull’isola.

Un precedente episodio, risalente al 31 luglio 2026, aveva visto l'arrivo a Lampedusa di 71 migranti, soccorsi in due distinte operazioni dalle motovedette della Guardia costiera. In quell'occasione, le persone soccorse provenivano da Sudan, Eritrea, Bangladesh, Egitto ed Etiopia, e avevano dichiarato di essere partite dalla Libia, specificamente dalle località di Misurata e Abu Kammash.

Durante il medesimo episodio di fine luglio, due dei primi 28 migranti sbarcati al molo Papa Francesco, un uomo e una donna, avevano necessitato di cure mediche e per questo erano stati trasportati al Poliambulatorio di contrada Grecale. Gli altri migranti erano stati poi accompagnati all’hotspot di contrada Imbriacola, che in quel momento risultava essere completamente vuoto, evidenziando la dinamicità dei flussi e della gestione delle presenze nella struttura.