Una sparatoria ha scosso il quartiere di Madonna Bianca a Trento, precisamente la Torre 13, residenza di un 39enne agli arresti domiciliari. L'episodio è avvenuto sabato pomeriggio, poco dopo le 17, in via Conci. Nessun ferito, ma un proiettile ha attraversato la tapparella di un appartamento vicino, conficcandosi in un armadio mentre una ragazza di 17 anni vi studiava, causando profondo spavento.
La polizia ha avviato le indagini. Testimoni hanno riferito di un SUV scuro con due persone a bordo passato a forte velocità davanti al condominio. Almeno dieci colpi, diretti al 39enne, hanno colpito principalmente la facciata dell'edificio e una Peugeot 307 station wagon grigia parcheggiata.
L'agguato e la fuga
L'azione si è concentrata sulla Torre 13 di Madonna Bianca, con proiettili che hanno interessato finestre e la vettura in sosta. Dopo la sparatoria, i due aggressori sono fuggiti. L'auto usata è stata ritrovata semibruciata a Trento nord, suggerendo un tentativo di cancellare le prove.
Il 39enne, obiettivo della spedizione punitiva, era stato condannato nel 2024 a sette anni per il coinvolgimento in una banda di assalti ai bancomat in Trentino. Tra gli episodi figurano quelli a Cognola, Martignano e Besagno, avvenuti tra novembre 2022 e marzo 2023. I colpi erano destinati a lui, ma i danni maggiori sono rimasti su facciata e auto.
La reazione del sindaco
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha definito la sparatoria un "episodio di violenza gravissimo".
Ha espresso solidarietà ai residenti e ai cittadini presenti nell'edificio. Le sue parole hanno richiamato i momenti di paura vissuti dagli abitanti della Torre 13, specie dopo il ritrovamento del proiettile nell'appartamento della ragazza.