La pasta con il macco siciliano è una pietanza tipica della Trinacria. Macco viene dal verbo ammaccare e indica la caratteristica di una ricetta unica. Questo piatto molto antico e' allestito in onore di San Giuseppe sposo della vergine Maria è rinomato in tutta l'isola sin dal tempo dei Romani. Le massaie sicule lo preparano in casa con i legumi della nostra bella terra proprio per il 19 Marzo, cioè in onore del padre putativo di Gesù nostro signore. Si tratta di una golosità sana e genuina della devozione per il Santo e ciò che esso rappresenta: Ubbidienza e giustizia.
Il venerando padre di Dio è papà per eccellenza e' simbolo di abbondanza e prosperità. Noi Italiani crediamo che in una dimora dove esista un figlio che porti il nome di questo premuroso uomo non manchi mai nulla. Così come San Giuseppe si prese cura di Gesù, Dio padre di tutte le creature del cielo e della terra provvede ai suoi figli. Non è solo un piatto simbolico accompagnato spesso da dolci ma una vera e propria tradizione. In Sicilia esistono dei paesini specializzati nella preparazione e di questa delizia a base di legumi e pasta anticamente definita la carne dei poveri. Nel passato non tutti potevano festeggiare con la carne e per questo utilizzavano i legumi. Dio apprezza solo un gesto del cuore.
Ottimo da abbinare ad un vino Merlot del Piave. Questo magico elisir morbido con sentore di ciliegia e prugna esalterà la sapidità dei legumi apportando armonia al palato. Di questa leccornia ne esistono parecchie varianti. Qui di seguito andiamo a proporre la versione più semplice da eseguire e di sicuro effetto.
Ingredienti
Quantitativi per 4 persone
Tempo di preparazione 1 giorno e 20 minuti
Tempo di cottura 80 minuti
- 800 grammi di legumi secchi ( fagioli, lenticchie, ceci, fave, cicerchie) oppure uno solo dei 3 a seconda della disponibilità
- 400 grammi di spaghettini
- 1 cipolla bianca
- 1 costa di sedano
- 2 pomodori rossi e maturi
- 1 ciuffo di fiocchetto selvatico
- olio di oliva evo
- sale e pepe
Preparazione
Per una preparazione più tenera e succulenta mettere in ammollo con acqua fredda i legumi scelti per una notte intera.
L'indomani rosolare in una pentola capiente il sedano e la cipolla con olio di oliva e in seguito aggiungere i legumi, il pomodoro. Coprire con acqua e lasciare che le verdure diventino morbide e sfarinate tanto da poter essere " Ammaccate con una forchetta". Aggiustare di sale e pepe a piacere. Appena i legumi saranno pronti aggiungere il finocchio selvatico e la pasta spezzettata. Cuocere completamente fino a che la zuppa diventi cremosa e non brodosa. Spegnere il fuoco e servire ben calda con un filo di olio e crostini di pane a piacere.