Napoli si prepara ad accogliere la XXIII edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, appuntamento internazionale che riunirà per tre giorni centinaia di professionisti provenienti da tutto il mondo in una serie di gare, confronti e sfide dedicate all'arte della pizza.
L'edizione 2026 si distingue per il suo carattere sempre più globale. Per la prima volta nella storia della manifestazione, infatti, parteciperanno concorrenti provenienti da Finlandia, Armenia, Porto Rico e Bosnia-Erzegovina, a conferma della crescente diffusione della cultura della pizza napoletana a livello internazionale.
Il percorso che conduce alla finale mondiale si sviluppa nell'arco di un anno attraverso le selezioni della Caputo Cup, organizzate in oltre 100 Paesi. I vincitori delle varie tappe si ritrovano poi a Napoli per contendersi il prestigioso Trofeo Caputo e il titolo mondiale.
Oltre 600 i partecipanti attesi
Saranno oltre 600 i partecipanti attesi, in rappresentanza di 35 nazioni, tra cui Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Cina, Serbia, Svizzera, Austria, Polonia, Canada, Germania, Argentina, Regno Unito, Messico, Paesi Bassi, Uruguay, Nuova Zelanda, Thailandia, Belgio, Croazia, Romania, Slovenia, Francia e Spagna.
I commenti
"La nostra - racconta Antimo Caputo, Ceo dell'omonimo Mulino - è stata un'intuizione visionaria e portata avanti.
Realizzare un evento capace di attrarre i pizzaioli di tutto il mondo lì dove la pizza è nata, a Napoli. Creando l'occasione per trasmettere 'l'arte del pizzaiuolo napoletano', così come riconosciuta dall'Unesco, a tantissimi giovani professionisti di altrettante nazionalità".
Secondo Caputo, il valore della manifestazione risiede soprattutto nello scambio di competenze e tradizioni gastronomiche tra professionisti provenienti da culture differenti.
"Questi momenti di condivisione - precisa Caputo - sono essenziali: si apprende, ci si confronta, si sperimenta. Ed è proprio in questi frangenti, dall'incrocio di culture e di storie gastronomiche, che si affermano le nuove tendenze. Pensiamo al rilancio della Pizza Americana artigianale di alta qualità, che unisce le caratteristiche di questa tipologia d'Oltreoceano al plus dei tanti prodotti di eccellenza provenienti dalla Campania.
Una ricaduta positiva per tutta la filiera: dalla farina ai pomodori, dall'olio ai latticini, in un trend virtuoso che vede esportare, accanto alle materie prime di alta gamma, un altrettanto autorevole know-how alimentare".
Soddisfazione anche da parte di Gianluca Pirro, presidente dell'Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN), che sottolinea la continua evoluzione della competizione e il successo delle novità introdotte nelle ultime edizioni.
"Lo scorso anno abbiamo introdotto la categoria di gara 'Pizza&Vino', per premiare l'abbinamento ideale tra l'arte della pizza e le eccellenze enologiche. Un'intuizione che ha riscosso numerosi apprezzamenti e che si sta imponendo come un punto di riferimento in tutte le competizioni di settore.
Anche quest'anno sono ben 12 le categorie nelle quali si sfideranno i partecipanti: prima inter pares, quella della Pizza Napoletana S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita) che incoronerà il Campione del Mondo. Un titolo, come amiamo ribadire e come dimostra il palmarès delle passate edizioni, che ti cambia la vita".
Tra le dodici categorie in gara, la più prestigiosa resta quella dedicata alla Pizza Napoletana S.T.G., che assegnerà il titolo di Campione del Mondo, il riconoscimento più ambito della manifestazione.