Flags of America èla mostra in corso organizzata dalla Fondazione Fotografiapresso la sede espositiva Ex-Ospedale S.Agostino di Modena.Inaugurata a dicembre, resterà aperta fino al 7 aprilerendendo visibili le ultime acquisizioni della Fondazione che dal2007 cura e gestisce a sua volta la collezione di fotografia eaudiovisivi della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.L'esposizione è dedicata a ventidue fotografi americani che tra glianni '30 e gli anni '80 del secolo scorso hanno immortalato diversiaspetti della propria patria, e non solo. I nomi celebri, infatti,non mancano.

La cosiddetta streetphotography, quella che mira a immortalare soggetti e situazioniin pubblico restituendo un'immagine pura e candida della societàsenza scopi predeterminati, è presente con Garry Winogrand ei suoi scatti di Beverly Hills, mentre la fotografia documentaria- più attenta a farsi carico di un messaggio preciso – è benrappresentata da Bruce Davidson e dalle sue testimonianze deldegrado dell'East Harlem negli anni '60. I soggetti umani possonoanche diventare ritratti inquietanti, come dimostrano le fotografieesposte di Diane Arbus, impegnata nell'immortalare personaggieccentrici e fuori dal comune, molto lontani dal noto "sognoamericano".

Molto spazio è dato altema del paesaggio e della sua wilderness:con Ansel Adams gli spazi naturali diventano meraviglieincontaminate e, appunto, selvagge.

Sono anche presenti alcuneriflessioni sulla natura targate Paul Caponigro, dove però neviene evidenziato il dato più misterioso e introspettivo e ne vienedata una lettura più intima e delicata. La capacità della natura diresistere all'incedere della modernità è espressa anche negliscatti a colori di Richard Misrach realizzati negli anni '80 ededicati ai grandi spazi americani.

Per contro, il dilagare dellacultura del consumo è invece rappresentato da alcune fotografie diStephen Shore, sempre a colori, raffiguranti vedute cittadinemoderne e desolate che ricordano i dipinti di Hopper.

Tra i fotografi presentic'è anche Edward Weston con le sue riflessioni sulle forme,umane e naturali. Seguono Minor White e le sue ulterioriinterpretazioni del paesaggio, letto però nei dettagli delle forme enello straniamento che ne deriva: alcune sue soluzioni sembrano, atratti, strizzare l'occhio ad una sorta di astrattismo fotografico.Infine Van Derek Coke, a sua volta, è presente con alcunesperimentazioni fotografiche più vicine a soluzioni oniriche esurrealiste, ottenute grazie a sovrapposizioni di immagini diverse ea manipolazioni ad hoc in camera oscura.

La breve carrellata dicui sopra non esaurisce né tutti i temi, né tutti i fotografipresenti in mostra. Tuttavia vuole dimostrare come Flags of Americariunisca in sé molti degli aspetti ai quali la fotografia deve ilsuo fascino. Quest'Arte, infatti, ha il potere di immortalareprecisamente un luogo e un istante sia in modo oggettivo edocumentario, siafiltrando la soggettività del fotografo, ma oltre a questo, sidimostra anche un mezzo ingannevole attraverso cui l'artistapuò inventare nuovi mondi e realtà.