Anita Garibaldi (vero nome Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva) nacque il 30 agosto 1821 vicino a Laguna nello Stato brasiliano di Santa Catarina; figlia di un mandriano, fin da piccola si dimostrò d'intelligenza superiore alla media con un carattere ribelle. Era amante della natura ed imparò a cavalcare benissimo. Alla morte del padre, la famiglia numerosa divenne molto povera e Aninha (diminutivo di Ana in portoghese) fu costretta a sposarsi con un certo Duarte, un calzolaio rozzo e violento che ben presto l'abbandonò per seguire gli imperiali dominanti.

Nel 1839 nella regione si stava consumando una rivolta per rovesciare il regime imperiale (rivolta degli stracci) e creare una repubblica.

Giuseppe Garibaldi, esule italiano, giunse con tre navi di volontari in aiuto degli antimperiali e il suo intervento si rivelò decisivo; nacque così la Repubblica Caterinense.

Fu in questo momento storico che l'eroe italiano incontrò Aninha e ne rimase affascinato. La giovane abbracciò gli ideali di Garibaldi e decise di seguirlo ovunque per affrontare insieme ogni pericolo.

Nel 1840 la reazione degli imperiali sconfisse i rivoluzionari e Garibaldi fu costretto a fuggire. Anita (così la chiamava José) fu invece catturata, ma con un'azione temeraria riuscì a fuggire e a ricongiungersi con il nostro eroe presso la fattoria di San Simon dove poi nacque il loro primo figlio, Menotti (in onore del martire italiano).

La coppia dovette affrontare altri pericoli, finché si trasferì a Montevideo in una modesta casa.

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Nel 1842 si sposarono e nacquero altri tre figli: Rosita, Teresita e Ricciotti.

Nel 1843 Garibaldi partecipò alla difesa contro le truppe argentine assedianti. Formò la prima legione combattente italiana; vestì gli arruolati con la camicia rossa e li condusse alla vittoria diventando l'eroe del nuovo mondo.

Nel 1848 Garibaldi, vinto dalla nostalgia per la madre Patria, salpò con la nave Speranza per raggiungere l'Italia sempre più scossa dai motti rivoluzionari (5 giornate di Milano, Venezia, Palermo, Costituzione in Piemonte e Toscana). Anita l'aveva preceduto con i bambini e aveva raggiunto Nizza ospite della suocera.

L'anno successivo Garibaldi andò a Roma a difendere la repubblica di Mazzini e Anita, presa dalla solita gelosia, lasciato il primogenito in collegio, decise di raggiungere il marito.

Anita diede il suo contributo alla Repubblica coadiuvando la contessa Cristina Trivulzio Belgioioso che aveva creato il Corpo delle infermiere per assistere i malati.

I Repubblicani, entrarono in difficoltà perché dovettero affrontare forze nemiche sempre più consistenti; Francesi, Spagnoli e Borbonici erano accorsi in aiuto di Pio IX.

Quando la repubblica cadde Garibaldi con affianco Anita fu costretto a fuggire. Si diresse verso Venezia per sostenere la Repubblica. Fu una fuga difficile attraverso un territorio impervio e, nonostante l'aiuto della popolazione, molto faticoso. Anita, incinta e indebolita dalle fatiche, si ammalò gravemente di malaria e spirò tra le braccia del suo disperato José nei pressi di Mandriole di Ravenna. Era il 4 agosto del 1849 ed aveva 28 anni. Passò alla storia come l'Eroina dei Due Mondi; oggi riposa a Roma, al Gianicolo.

Un libro da leggere: Ho attraversato il mare a piedi. L'amore vero di Anita Garibaldi di Loredana Frescura, Marco Tomatis.