Il Daily Mail, tempo fa ha pubblicato un articolo su alcuni "cinguettii" illustri, di personaggi come Kim Kardashian e Snoop Dog che parlavano di prodotti commerciali. Tutto normale, Twitter spopola tra i vip, ma sapevate che bastano alcune righe per guadagnare migliaia di dollari in pochi secondi? Proprio così, negli Stati Uniti, per pubblicizzare i propri prodotti, alcune compagnie si sono inventate un nuovo metodo, moderno ed efficiente: far cinguettare i vip su Twitter. Ma spieghiamoci meglio.

L'azienda interessata a rendere noto un prodotto, contatta il personaggio famoso e gli chiede di twittare informazioni sul prodotto stesso.

Geniale no? Naturalmente bisogna avere dei requisiti ben precisi: essere famosi, avere migliaia di followers e avere un prodotto da pubblicizzare.

Sono ormai moltissime le celebrità che si cimentano in questo nuovo "hobby" e a capitanare questa schiera di vip, c'è la neo mamma Kim Kardashian che, pare, arrivi a guadagnare fino a 10 mila dollari per i suoi tweet. In seconda posizione troviamo l'attore Charlie Sheen (famoso in Italia per Scary Movie) con 9500 dollari per tweet, a seguire Lindsay Lohan e l'ex pugile Mike Tyson, rispettivamente 3500 e 3200 dollari per tweet. Insomma, come al solito, essere vip conviene.

Ma i personaggi italiani? In Italia, ancora, non si registrano pagamenti di questo genere, ma l'opinionista Selvaggia Lucarelli ha affermato che l'addio di alcuni personaggi celebri da Twitter sia dovuto dal mancato rinnovo del contratto.

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Vi ricordate la pubblicità sfrenata di Fiorello verso il social? Quindi cosa state aspettando?  Il metodo è collaudato: prima di tutto bisogna diventare famosi, poi bisogna aprire una pagina Twitter, riuscire ad avere solo alcune migliaia di followers e trovare un prodotto da pubblicizzare, semplice no? Praticamente uno sforzo minimo con una resa fantastica. Ma attenzione, perché nemmeno su Twitter è accettata la pubblicità occulta e le polemiche sono già scoppiate. In America, la Federal Trade Commission, ha già incominciato a punire i vip che si cimentano in "social-pubblicità", facendo scattare multe e minacciando azioni legali.