"Nel nostro DNA siamo soprattutto siciliani. In fondo siamo italiani solo da 150 anni, mentre siamo siciliani da millenni". Così Carlo Muratori ha aperto il suo spettacolo musicale "Povera Patria", venerdì sera ad Adrano, ospite della rassegna "Vivi l'estate 2013" promossa dall'amministrazione comunale di Adrano. 

Come nasce il progetto "Povera Patria"?

Carlo Muratori: "Nasce nel 2011 in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, una ricorrenza che mi ha incuriosito perchè io non c'ero all'epoca. Allora mi sono documentato, e ho scoperto delle cose che non mi sono per nulla piaciute. Questa era una terra, non dico felice, ma che viveva abbastanza tranquillamente la sua realtà, nonostante ci fossero i Borboni.

Mentre quando sono arrivati i Piemontesi, i supposti liberatori, in realtà non ci hanno portato nulla di buono, ma, invece, ci hanno tolto molto. Da qui, quindi, il titolo "Povera Patria", perché con l'Unità abbiamo perso la nostra autonomia, la nostra bellezza, il nostro orgoglio di essere siciliani". 

Quella composta da Carlo Muratori è una musica popolare, è la musica siciliana che si sentiva echeggiare nei campi nel 1800, un misto di storia e nostalgia per uno spettacolo emozionante e dallo spessore culturale di inestimabile valore.

"La vera rivoluzione - ha affermato Muratori sul palcoscenico - non nasce con le Cinque Giornate di Milano, o in Francia. Nasce in Sicilia il 12 gennaio 1848, quando le donne cucirono tutta la notte le coccarde per mostrare a tutti che volevamo essere italiani, perchè allora non sapevamo ancora come ci sarebbe andate a finire!". 

Questo argomento storico come è stato tradotto musicalmente in "Povera Patria"?

C.M. "All'inizio il tema è molto allegro perché arriva Garibaldi, il popolo siciliano lo aspettava fremente, poi giù subito dopo tutto si incupisce perché arrivano i Fatti di Bronte, e quindi i siciliani cominciano a rendersi conto che qualcosa non funziona come dovrebbe.

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Abbiamo, quindi, cercato di trasmettere la delusione, la rabbia, arrivando fino a Falcone e Borsellino e al patto Stato-Mafia, firmato da quello Stato per cui siamo morti e che ha, quindi, ucciso i nostri giudici migliori privandoci nel nostro orgoglio".

Le sue tournée hanno valicato anche le frontiere italiane, cosa significa portare la musica popolare siciliana oltre i confini nazionali?

C.M. "All'estero ci sono due livelli di pubblico diversi: ci sono i siciliani, che sono ovunque, e poi ci sono gli stranieri. Io a New York nel 2008 ho suonato al Joe's Pub, un locale di newyorchesi dove ad esempio andava a suonare Adele, e i newyorkesi hanno risposto splendidamente alla mia musica. Poi invece ci sono i concerti per i siciliani all'estero in cui bisogna confrontarsi con la loro memoria, con quello che loro portano nel cuore della loro Sicilia".

Carlo Muratori e la sua band - alla viola Christian Bianca, al violino Matteo Blundo, alla fisarmonica Maria Teresa Arturia, al contrabbasso Marco Carnemolla e alla batteria Francesco Bazzano - hanno coinvolto con la loro musica evocativa il pubblico presente nella piazza Umberto di Adrano, creando un'atmosfera suggestiva e instaurando un rapporto diretto con la platea grazie ai racconti, tra un brano e l'altro, di Carlo Muratori che ha vestito, quindi, anche i panni del cantastorie. 

"Siamo assolutamente onorati e orgogliosi - ha commentato a fine spettacolo l'assessore allo Spettacolo Pietro Mavica - di essere riusciti ad offrire al pubblico di Adrano uno spettacolo così importante e con un artista come Carlo Muratori, un compositore di livello internazionale che racconta con così tanta passione la nostra terra".