Nessuno si aspettava tanta affluenza di pubblico e tanta freschezza nell'incontro dedicato alla presentazione dell'opera di Cassandra Mengarelli e presentato da Antonio Luccarini. Eppure sono state due ore piacevoli e simpatiche quelle dedicate alla rievocazione della figura di Tonino e della consorte Regina. Che cosa hanno di particolare questa coppia di anziani coniugi, tanto da indurre la figlia a dedicare loro un libro?

Lui, Tonino, ormai deceduto, aveva la passione per il collezionismo d'Arte e la figlia rievoca la difficoltà nell'organizzare gli incontri con gli artisti dell'epoca, siamo negli anni '60, e gli ostacoli e le disavventure nel mettere assieme una collezione che comprende ad oggi opere di Guttuso, Trubbiani, Muccini, Pasetto, Pasolini, Bompadre, Mannucci, Burri, Dorazio, Pacheco, Turcato.

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La figlia di Tonino, Cassandra , ha raccontato al pubblico presente come il padre, Tonino, fosse riuscito ad organizzare l'incontro nella casa di Guttuso in Via Cavour a Roma.

La ricercatezza degli ambienti, l'accoglienza da parte del maggiordomo, Il suono della Cavalleria Rusticana, l'attesa e finalmente l'incontro col maestro.

Tonino si recava a questi incontri con tutta la sua famiglia, e la figlia, allora una ragazzina, rievoca la facilità di rapporto del padre, la sua simpatia innata, che ha saputo in un baleno sciogliere le ritrosie e le timidezze di un provinciale che si recava nella dimora di uno dei più affermati pittori del momento. E' stato un miracolo, tanto che Renato Guttuso, preso da un lampo di simpatia si alza e gli dedica un dipinto.

Ricorda ancora quando il grande Mannucci venne ad Ancona per aprire l'attuale Istituto D'arte. Anche lì l'accoglienza calda del padre che offrì all'artista il sostegno necessario e quando il padre si ammalò, per giorni non parlò più 'dell'operazione Guttuso o Mannucci', ma poi, quando si rimise, appena riaprì gli occhi disse alla figlia "Allora quando riprendiamo l'operazione Turcato?", e i medici confortati commentarono, "Allora vuol dire che sta meglio".

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Era un uomo che riteneva che l'arte fosse una sorta di valore aggiunto, e avere un bel quadro in casa era come accaparrarsi un pezzo di paradiso. Il collezionismo d'arte era la sua passione, un po' come il barone Franchetti nipote della Ca D'oro di Venezia. Il nonno era il grande proprietario di Ca d'oro, artefice della galleria Franchetti, con opere del 400 italiano ed europeo. Stranamente dei tanti nipoti che ebbe solo uno fu baciato dalla stessa passione ed ora in Ca D'oro si può ammirare una doppia collezione, quella sul 400 e quella sul Novecento italiano .

Il collezionismo è una passione, come tante. Il giovane Franchetti raccontava che da piccolo il padre gli dava i soldi per il traghetto, per andare a scuola, e lui li metteva da parte, faceva il tratto a piedi e con i primi soldi accumulati comprò il primi quadro di un artista moderno. Con la grazia di Cassandra, con le immagini proiettate degli artisti, con la presenza in sala di Trubbiani che si è lasciato andare a tanti ricordi il pomeriggio è trascorso in un battibaleno e il libro è tanto piaciuto.

Ricordiamo 'Albergo Ristorante Tonino. Piazza Rosselli 24 Ancona' edito Guasco. Si trova in tutte le librerie della città e altrove ovviamente.