La mostra Manet, il ritorno a Venezia chiuderà i battenti il 1 settembre 2013, ma vale la pena ritornare su questo pittore e soprattutto su un quadro 'Berthe Morisot con un mazzo di violette'. Il quadro proviene dal Musee d'Orsay ed è stato realizzato nel 1872. Va messo a confronto con un altro quadro altrettanto importante per la storia che mi accingo a raccontare. Il secondo quadro che merita di essere studiato è 'Le balcon' (1868-1869) olio su tela proveniente sempre dal Museo D'Orsay. In ambedue i dipinti il pittore ritrae il volto di una fanciulla mora, Berthe Morisot per l'appunto. Nel secondo quadro Berthe è affacciata al balcone esattamente alla sinistra, l'altra è una signora dallo sguardo mite e triste.

Lo stesso volto lo si trova nel quadro della donna con le violette.

Ma chi è Berthe nella realtà? Berthe era figlia di un prefetto che si era trasferito a Parigi e che fece studiare disegno alle figlie. Non potendo frequentare l'Ecole de Beaux Arts in quanto donna seguì i corsi di pittura dell'accademico Guichard. Berthe diventerà una brava pittrice, frequentando l'atelier di Corot che le insegno' a dipingere all'aperto. La cosa più interessante è però che attraverso la mediazione di altri pittori affermati ella diventerà una delle pittrici del movimento degli impressionisiti e sarà poi per molto tempo modella di Manet. La donna sposerà poi il fratello di Manet, avrà una vita familiare felice, ma rimasta vedova, continuerà a dipingere e a partecipare a mostre.

Ebbene, la mostra stupenda che chiuderà presto i battenti ci offre di questa artista brava e prolifica due ritratti firmati da Manet, il suo maestro.

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L'invito è quello di conoscere l'opera pittorica di questa artista sconosciuta al largo pubblico che la stessa famiglia di Manet cercò di tenere in sordina. La mostra a Venezia che si chiude fra pochi giorni ed il cui impianto scientifico rivoluziona le vecchie tesi di una ascendenza esclusivamente spagnola del grande pittore possiede anche questo merito, di aver fatto conoscere il volto di questa fanciulla, musa ispiratrice per Manet e anch'essa baciata dal talento pittorico. La mostra ha avuto un grandissimo successo e una eco internazionale vastissimi, e un plauso all'amministrazione veneziana che ha saputo accogliere la proposta del curatore Stephane Guegan che ha suddiviso il percorso in nove sezioni attraverso una ricostruzione filologica attenta e fedelissima.