In una bella serata estiva non troppo afosa abbiamo fatto la conoscenza di Cristiano Godano, frontman dell’ormai storico gruppo dei Marlene Kuntz, per quattro amabili chiacchiere sulla musica e l’arte in generale. Ma andiamo per ordine.

Il concerto

I Marlene si sono esibiti ieri sera a Vitulano, paesino in provincia di Benevento dall’aspetto caratteristico, per il “Vitulano folk festival”, una rassegna apprezzata in tutta Italia che ogni anno riesce a portare artisti del panorama musicale nostrano di primo livello. La band sale sul palco intorno alle 22:30. Partono in versione acustica, quasi sussurrata, poi man mano l’umplugged cede il passo alle chitarre distorte.

Di tanto in tanto, Godano intervalla i brani con delle performance di reading, nel mentre i feed back e gli armonici ossessivi accompagnano il tutto, creando una atmosfera psichedelica di un certo fascino. Ad un certo punto il gruppo propone la cover dei Nirvana, Breed. È il delirio. Si scatena il pogo tra i ragazzi, ed anche noi (lo confessiamo) ne siamo contagiati. Tanti i classici eseguiti dalla band, per citarne solo alcuni ricordiamo; Ti giro intorno, Bellezza, Nuotando nell’aria. Verso 00:30 il concerto volge al termine (non prima di aver eseguito però ben due bis), così ci accingiamo all’ingresso del camerino ed aspettiamo gli organizzatori per proporre una breve intervista ai Marlene Kuntz.

L’intervista

Entrati in camera, troviamo il buon Cristiano Godano intento ad asciugarsi il sudore che gli scende copioso sul volto.

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Ci presentiamo e ci invita e sedere. Intavoliamo con lui non una vera e propria intervista, quanto più una piacevole chiacchierata, una di quelle che sognavamo a 16 anni, quando già solo il nome Marlene Kuntz provocava in noi, acerbi e tristemente ribelli teen agers di paese, conturbanti trasgressioni. Parliamo di musica e del nuovo progetto. Godano ci informa che l’album di prossima uscita il 27 agosto si chiamerà Nella Tua Luce. Gli chiediamo di quale sia il segreto della longevità del gruppo, e il nostro, senza troppi giri di parole, risponde che l’importante è stare bene insieme, che il gruppo è sempre stato affiatato e nulla ha mai minato il loro afflato.

Il dialogo poi continua con una panoramica sulla situazione musicale in Italia, sulla facilità con la quale si etichetta (Godano ricorda che quando andarono a San Remo l’opinione pubblica credeva erroneamente che avrebbero “spaccato tutto” in stile Placebo) e sulla difficoltà di emergere dall’anonimato. Il cantante dei Marlene Kuntz esorta i giovani a crederci fino in fondo, ma aggiunge che bisogna anche essere realisti e darsi un limite perché la vita ha le sue esigenze e ad un certo punto (diciamo intorno ai 35 anni) se non si è riusciti ad ottenere nulla, bisogna farsene una ragione.

L’ultima riflessione è una massima sull’arte: la creatività artistica, dice Godano,è un talento che si esprime in maniera del tutto personale. Ognuno ha la sua e il giudizio degli altri è l’ultima cosa che importa.