Hayao Miyazaki, immenso regista d'animazione, probabilmente il principale esponente mondiale del genere, ha annunciato qualche giorno fa il ritiro dalle scene cinematografiche, durante la settantesima Mostra del Cinema di Venezia, col film Si alza il vento. Capolavori come "La città incantata" hanno segnato per sempre la memoria dei fans.

Hayao Miyazaki, imperatore degli anime: un ritiro piuttosto amaro. Si alza il vento per davvero, uno di quei venti freddi e gelidi che arrivano inaspettati. Il ritiro del maestro ha lasciato un alone di tristezza in tutti gli appassionati di cinema di animazione, giapponese e non solo.

L'erede di Akira Kurosawa, (quest'ultimo ha personalmente speso parole di stima verso Miyazaki anni fa), ma ereditiero di un mondo animato e fantastico, non in carne ed ossa come il buon Kurosawa, ha deciso di lasciare la scena per avanzata età. Sorridente ha dichiarato che continuerà a lavorare per altri 10 anni, probabilmente come supervisore dello studio Ghibli. 

Miyazaki: Si alza il vento, film che vedremo in sala prossimamente, per ora ha riscosso validi consensi, impossibile che accadeva il contrario per un'opera del maestro nipponico. Il titolo in questione avrà il peso sulle spalle di essere il testamento di Miyazaki, proprio in quanto sua opera ultima. Diverse generazioni hanno amato il regista di Tokyo, particolarmente per opere dallo spessore ecologista ed umanitario come "Nausicaa della valle del vento", ma anche "Priness Mononoke" e soprattutto per l'opera massima dal titolo "La città incantata", favola incantevole sulle vicissitudini di una ragazzina che si perde in una città pervasa da demoni, spiriti buoni e non.

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Miyazaki non ci regalerà più opere, lasciandoci una filmografia da custodire con grande amore per tutte le età e regalandoci un'ultima nuova possibilità per sognare con Si alza il vento. E che questo vento renda il ritiro più dolce.