L'8 settembre chiude i battenti la mostra a Milano su Modigliani. Due ragioni per visitarla ancora.

Perché visitare ancora questa mostra e non perderla prima della sua chiusura fissata per l'8 settembre?

A nostro parere ce ne sono due. Innanzitutto visitarla con le audioguide o con una brava guida è come immergersi per poche ore nella Parigi dei primi del Novecento, in quella Parigi bohemien che ospitava artisti come Chagall, e Modigliani e che accoglieva nel quartiere di Montmartre una serie infinita di squattrinati che cercavano di far fortuna con la pittura. Lo stesso Modigliani lascia la sua terra, la Toscana, per approdare a Parigi, che in quel tempo era il luogo deputato per l'Arte e per le sue tendenze innovatrici.

Entrare attraverso la guida nelle vite oltre che di Modigliani, dei suoi amici Utrillo e Soutine ed insieme ammirare i loro quadri significa scrollarsi di dosso la patina di perbenismo che ci avvolge e comprendere appieno quel fuoco che indurrà uno come Soutine a tenersi per giorni in casa carcasse di buoi e cavalli con tanto di denuncia delle autorità perché voleva dipingerle e per farlo doveva osservarle da vicino. La vita di Soutine ha dell'incredibile, lascia il piccolo villaggio Smilovici, allora impero russo e fugge perché severamente punito dal suo maestro per averlo ritratto in un foglio. Attraversa tutta l'Europa dell'est per arrivare a Parigi e fare la fame, se non avesse conosciuto Modigliani e poi il collezionista Netter. Ma anche quella di Utrillo è un miracolo, ammalato di epilessia viene avvicinato all'alcool dalla nonna, che durante le sue crisi, da bambino, gli dava da bere del vino.

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Arriva l'adolescenza e con essa la malattia mentale. Si avvicina al disegno e alla pittura attraverso il consiglio di un medico che lo aveva in cura. Un suo paesaggio adorna la parete retrostante la scrivania del prefetto. Netter lo vede, gli piace e convince il questore a venderglielo. "Se avessi seguito la mia ispirazione avrei acquistato tutti gli Utrillo e tutti gli Antcher, i Modigliani che mi capitavano sotto gli occhi. Ma mi si prendeva in giro. Che idea quella di collezionare solo due pittori" dichiara Netter. 

Ma l'altra ragione per cui vale la pena visitare questa mostra è che il visitatore ha la possibilità di ammirare l'intera collezione Netter così come si trova a Parigi. Va tenuto presente che nel corso della sua vita Netter vendette alcune opere ad alcuni musei ed altre a private, per poter fare nuove acquisizioni. Con questa mostra, le 122 tele sono di nuovo tutte insieme e l'occasione per visitarla è unica. Mancano solo pochi giorni alla sua chiusura.

Anticipiamo che poi Palazzo Reale in ottobre ospiterà la grande mostra su Rodin (il 17 ottobre), il 24 settembre arriva Pollock e il 25 la grande mostra da Matisse a Bacon. Raccomandiamo vivamente di posare l'occhio sui paesaggi di Utrillo e sui ritratti espressionistici di Soutine, con quei colori e le sfumature dell'ocra e con quel disegno flebile e le grandi macchie di colore tipico della tradizione impressionista.