Dopo sette edizioni con numeri da capogiro, ad aprile prossimo non si terrà un evento simbolo per il settore della comunicazione in Italia, il più importante per qualità e quantità di partecipanti tra pubblico e relatori: il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

A diffondere la notizia è stata Arianna Ciccone, artefice della manifestazione sin dal 2007 con Christopher Potter: "Ci sono dei momenti in cui capisci che ti devi fermare. Che la vera forza, il vero coraggio è dire: grazie, ma no" esordisce sul sito ufficiale del Festival non nascondendo l'amarezza per la decisione.

Un'esperienza, quella del Festival, nata in sordina, con un budget di 80mila euro, ma divenuta nel corso degli anni un appuntamento immancabile per gli esperti del giornalismo, al punto da raggiungere cifre notevoli nell'ultima edizione dal 24 al 28 aprile 2013: 28 workshop, 18 presentazioni, 19 dibattiti, oltre 1700 volontari e più di 500 relatori provenienti da tutto il mondo.

Numeri che non si sono però ripetuti nella successiva edizione del 2014: "i budget modesti di questi anni non sono più sostenibili. Fare il Festival ad ogni costo pur di farlo non è accettabile" è la lucida analisi di Arianna Ciccone, pronta però a ripartire con rinnovato entusiasmo e voglia di organizzare questo evento.

"Ci farà bene, magari è solo una pausa di riflessione. Se le condizioni si ripresenteranno e saranno quelle giuste per realizzare una nuova edizione degna della storia del Festival, saremo pronti a ripartire. Ma oggi è il momento di dire no", conclude sul sito ufficiale.

Ma la risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. Il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, dice all'Agenzia Asca che "il Festival non deve chiudersi, né interrompersi. Comune e Regione continueranno a sostenerlo al limite del possibile sia in termini finanziari sia sollecitando un intervento nazionale".

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