Il Paradiso degli orchi di Nicolas Bary è un film tratto dal primo capitolo della serie "Monsieur Malaussène".

 Se si vogliono trascorrere 92 minuti di allegria e di suspence si deve andare a vedere Il paradiso degli orchi, tratto dal primo capitolo del ciclo dei Malaussène di Daniel Pennac. Chi ha letto Daniel Pennac, sa bene che lo scrittore riesce a catapultarti in un mondo colorato, parossistico ed anarchico in cui i poveri, seppure oppressi, sembrano essere le sole creature che sanno salvarsi dall'avidità di tutti. E' irriverente e graffiante, Pennac, ma anche capace di capovolgere stereotipi e luoghi comuni su cui tanta parte delle nostre vite è basata.

E alla fine, dopo tante traversie, riesce un po' a far trionfare quello che chiamiamo generalmente "buoni sentimenti".

Il film, per la regia di Nicolas Bary, sa stupendamente ricreare il mondo rutilante di Pennac, e in questa storia lo è ancor di più perché ambientato nei più bei grandi magazzini di tutta Parigi. Alla loro apertura il regista mostra l'esercito di commesse: giovani, belle, in tacco a spillo e rossetto, che si apprestano a servire la folla anonima dei consumatori, tutto dietro la regia di un pallido e insignificante grande padrone".

Il protagonista è un altrettanto insignificante omino che si porta a casa il pane quotidiano facendo uno strano lavoro. E' stato assunto nel ruolo di capro espiatorio per prendersi le lavate di capo del direttore alle vendite e commuovere così i clienti che si recano all'ufficio vendite per protestare per qualche difetto trovato nei prodotti acquistati.

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Il capo si abbandona a potenti strigliate, Malaussène subisce in silenzio, alza le spalle e il cliente, difronte alle minacce di licenziamento si commuove e abbandona la presa.

Ma il mondo del protagonista, il suo vero mondo di affetti,  è quello dei suoi fratelli più piccoli che lui deve mantenere, e la parte più bella del film è proprio questo scrigno intatto. Lì vedi la tenerezza, l'affettuosità di tutti e il senso di protezione che lui, il protagonista, dispiega a piene mani. Ma il bello del film sono i colpi di scena, e nei grandi magazzini si verificheranno diversi atti dinamitardi, e la polizia punterà il dito su di lui. Malaussène è il sospettato numero uno, ma poi… Tutto verrà alla luce.

Movimento, azione, dinamismo e soprattutto una vita fuori dalle regole. Grazie poi all'incontro con una giornalista bella e coraggiosa, Maluassène riuscirà a riscattarsi e finalmente verrà a galla la verità. Coloratissimo, divertente e sottile il film "Il Paradiso degli orchi" di Bary, ma lo spirito critico e dissacratore dello scrittore nei riguardi della società dei consumi e di un mondo in cui tutti volenti e nolenti siamo impantanati sino al collo è sempre presente. Il film è uscito nelle sale italiane dal 14 novembre e offre un buon motivo per rileggere Pennac. Nel cast anche Emir Kusturica.