Domenica prossima alle 15 con il tradizionale "botto di apertura" iniziano i festeggiamenti del Carnevale di Fano, evento che ogni anno convoglia nella località marchigiana in provincia di Pesaro e Urbino 100 mila persone da tutta Italia.

Le origini

La manifestazione che prende il via a Fano è una festa antichissima le cui testimonianze documentali certe, secondo gli archivi comunali risalgono al 1347 e questo ne fa il Carnevale più antico d'Italia.

Il tradizionale appuntamento viene fatto risalire ad una leggenda cittadina secondo la quale l'evento sarebbe servito a riconciliare da una contesa le due principali famiglie dell'epoca: i Del Cassero e i Da Carignano.

Nel 1450 viene datata invece l'istituzionalizzazione ufficiale allorquando i signori locali dei Malatesta decisero di inserire il Carnevale nello statuto comunale. Nel 1872 viene poi costituito un apposito ente comunale, oggi Ente Carnevalesco, finalizzato all'organizzazione della manifestazione.

Sempre secondo gli archivi, alcuni documenti fanno risalire al 1765 l'usanza del getto di confetti per strada durante i festeggiamenti. Il lancio di ben 200 quintali di dolciumi sugli spettatori caratterizza tuttora il Carnevale fanese ed proprio da questo elemento origina lo slogan della manifestazione "Bello da vedere, dolce da gustare".

Il Carnevale oggi

L'evento principale della domenica e la sfilata dei carri allegorici di cartapesta che sono ogni anno creati nei laboratori cittadini dai maestri locali e che raffigurano in maniera satirica i personaggi e i temi maggiormente popolari.

I migliori video del giorno

Il programma prevede che sul percorso cittadino vengano compiuti tre giri: il primo avviene la presentazione dei carri, nel secondo il cosidetto getto di dolciumi sul pubblico e l'ultimo in notturna detto "luminaria" dove trionfano luci e colori.

Quest'anno il carro principale viene dedicato a Lupo Alberto mentre a chiudere la sfilata è la Musica Arabita, una popolare e spiritosa band folkloristica, nata nel 1923, i cui strumenti musicali sono ricavati da attrezzi e utensili di utilizzo quotidiano.

Il rogo del Pupo

La festa si chiude il martedì grasso del 4 marzo, giorno in cui viene messo al rogo il Pupo, detto in dialetto locale Vulon. Secondo la tradizione, questa maschera raffigura in maniera caricaturale i personaggi maggiormente in vista della cittadina e racchiude, secondo la credenza popolare, tutti i vizi e le debolezze che hanno animato la cittadinanza durante il periodo carnevalesco. Il rogo del Vulon restituisce simbolicamente alla cittadinanza la purezza perduta durante i festeggiamenti.

Costo

L'ingresso alle sfilate è libero mentre se si vuole assistere alla sfilata domenicale da una posizione privilegiata, soprattutto durante il getto di dolciumi, sono disponibili dei posti sui palchi ad un costo medio di 10 euro.