"La grande bellezza", il film dai luoghi meravigliosi. Mediaset ci bombarda con la pubblicità del film in onda questa sera, sui social network l'Italia si divide tra chi lo giudica un capolavoro senza possibilità d'appello, chi lo critica con argomentazioni semi-serie, chi si vanta di essersi assopito alla visione e chi dice che i problemi dell'Italia sono altri. Il "benaltrismo" tipico dell'italiano medio è commovente: io, comunque, ci tengo a dirvi che mi colloco tra quelli della prima categoria.

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"La grande bellezza" è uno dei film più ambiziosi, potenti, profondi e, semplicemente, belli degli ultimi anni, dominato da una malinconia di fondo e da quell'amarognolo al gusto che mi hanno strappato anche qualche lacrima.

Abbiamo assistito a celebrazioni meritatissime: dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha definito il successo agli Oscar "una splendida vittoria per l'Italia", al Presidente della Regione Lazio, Zingaretti ("l'ennesimo simbolo della forza della cultura italiana che vince") sino al sindaco di Roma, Ignazio Marino, che si è complimentato via Twitter e Flavia Barca, assessore alla Cultura del Comune di Roma, che ha invitato il regista e il cast al completo in Campidoglio.

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Cinema

Sullo sfondo c'è lei, il simbolo del lucido disincanto di Sorrentino e del degrado in cui versa il nostro Paese: Roma. La città eterna, più bella e triste che mai. Felice o forse desolata nel sapere che molti la invaderanno alla ricerca dei luoghi "sconosciuti" presentati dal film. Sul web abbondano, infatti, le offerte con pacchetti e tour tutto compreso (con accompagnatore-guida, trasporti, pranzi in trattorie tipiche e biglietti d'ingresso alle attrazioni).

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A partire dal Colosseo (gli abitanti del palazzo con la terrazza con vista sull'Anfiteatro Flavio in cui Jep e i suoi ospiti chiacchierano del nulla stanno non a caso pensando a una targa commemorativa), passando per Villa Medici e Piazza Navona. Dall'angolo di paradiso del Barocco Palazzo Barberini alle Terme di Caracalla, dal Tempietto in San Pietro in Montorio del Bramante al sontuoso Parco degli Acquedotti. Da Palazzo Braschi a Villa Giulia, sede del magnifico Museo Nazionale Etrusco.

E ancora Palazzo Altemps, il Giardino degli Aranci, la Villa del Priorato di Malta e, per finire, la Fontana dell'Acqua Paola, uno dei punti più pittoreschi e magici della città, che nel film fa perdere i sensi a un estasiato turista giapponese.

Uno sguardo dolente, ma empatico, truce ma realistico, tanto disturbante quanto grottesco, quello di Sorrentino. Un occhio indagatore su una città quasi metafisica, svuotata dal traffico, dalle persone.

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Una città poco vera o, forse, più vera perché spogliata di tutta quella muffa che la stupra quotidianamente. I problemi di Roma sono i problemi di tutta l'Italia: degrado, sporcizia, delinquenza, inciviltà, soste selvagge e corruzione, ai piani alti e non. Ma anche buttare un mozzicone a terra significa umiliarla.

Date un'occhiata allo splendido blog "Roma fa schifo". Scoprirete un'altra Roma, quella che nessuno vorrebbe vedere e che si cerca, sempre più senza risultati, di nascondere agli occhi del mondo.

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Leggendo quelle notizie capirete perché Roma non è più una delle mete più ambite al mondo. Combattiamo l'indifferenza e diamo lustro e onore alla Grande Bellezza di cui disponiamo. Grazie a Sorrentino e grazie a Roma, nonostante tutto. Il teatro di mille battaglie, nella sua storia infinita. Che ancora resiste, sofferente. Coraggio, Roma.

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