Analizziamo la trama e l'esame critico di "Non esistono cose lontane", narrazione di Elisabetta Rasy pubblicato da Mondadori.

Dal momento che le giunge, alla protagonista del romanzo, una lettera con un discorso categorico: vieni, ho necessità del tuo aiuto, Olga non sa contrastare all'appello. A inviarle la lettera è Ettore, l'uomo che ha adorato e inevitabilmente perso in un distante lontano passato. Olga, sceglie di raggiungerlo nell'abitazione di campagna dove lui la convoca e di cui lei soltanto fino a questo punto conosce il segreto. L'antico casale che denominano il Girasole, nell'atmosfera arroventata d'agosto che intrica le idee e le emozioni, ha l'impressione di essere popolato da una strana moltitudine di fantasmi.

Sono in concretezza gli ospiti che Ettore ha invitato nell'auspicio di vendere quel patrimonio in decadenza, ognuno afflitto da una personale storia d'amore, tradimento, rivalità. Tuttavia una figura persino più preoccupante attende Olga in quegli importanti e roventi giorni, si tratta di una bimba, Betty, la figlia di Ettore di cui non era informata dell'esistenza. Nel profondo di antiche e giovani emozioni, sussiste un richiamo alla memoria.

Con una forma arida e congiuntamente musicale come argomenti enfatici evocati, con espressione penetrante e tagliente ma con profondo sentimento, Elisabetta Rasy mette insieme, tra intensità, sentimento, e sarcasmo, periodi e voci differenti attorno agli intrecci perpetui dell'amore, del desiderio e del suo finire, della devozione accesa che, soltanto, può sostentarlo verso ogni indiscutibilità.

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